Il dovere di votra, soprattutto adesso

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MOMENTO CRITICO, VIETATO DELEGARE AD ALTRI LE DECISIONI

Pubblicato su Alganews

di Francesca Lagatta

Gli italiani non ne hanno solo il diritto, ma il dovere. Il quadro politico che si sta delineando per le prossime elezioni politiche di febbraio non è certo dei migliori. Per un Berlusconi costretto alle dimissioni appena un anno fa per evitare il disastro in Europa, c’è un Monti che in questo ultimo anno ha messo gli Italiani in ginocchio. C’è un Grasso che elogia il Governo dell’ex Premier forzista e un Grillo che continua a fare quello che gli è sempre riuscito fare, il comico, nonostante gli si debba riconoscere il fatto di aver spronato e aperto gli occhi ad un’intera Nazione.

Poi ci sono i vari Fini, Casini, Bersani, da oltre vent’anni al Parlamento, che scaldano sempre la stessa minestra. Poi c’è Renzi che è un po’ confuso e battibecca con i suoi stessi compari, e poi c’è Ingroia che di mestiere fa il giudice antimafia.

Sono convinta che fino all’ultimo assisteremo a delle incredibili sorprese strappa-voti: alleanze inimmaginabili, nemici storici improvvisamente si riscopriranno amici per la pelle e le promesse in odor di miracolo non si conteranno più. Ma l’ unico modo per esercitare la democrazia è assumersi il dovere di votare.

L’astensione delegherebbe ad altri la scelta del nostro futuro. Consegnare la scheda bianca farebbe il gioco delle grandi alleanze, così come l’annullamento. Il voto è un diritto conquistato con sudore dai nostri antenati e va esercitato sempre e comunque. Il voto, in altri termini, è da considerarsi un’arma. Un’arma per difendere i diritti e il futuro.

È certamente un momento di sconforto, di disperazione per i più, ma proprio in virtù di tale situazione, non è questo il momento adatto per arrendersi.

Approfittiamo dei volti nuovi che si stanno affacciando sul piano politico nazionale. Diamo la possibilità a qualcuno di trovare le condizioni per poter ripartire, per poter ricominciare. Questo Paese ce la può fare, pretendiamo con forza che qualcuno rimetta le cose a posto. Crediamo ancora che un Sandro Pertini dei giorni nostri difenda la Costituzione Italiana e  ci dimostri  che l’Italia è davvero una Repubblica democratica fondata sul lavoro, che l’Italia ha più a cuore la salute dei cittadini che gli stipendi dei parlamentari. Chissà se nei candidati sopra citati non si nasconda un ottimo Presidente del Consiglio. Ma se non voteremo , non lo sapremo mai.