2012: anno bisesto, anno funesto

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Pubblicato su Alganews

di Francesca Lagatta

Si sa, la scaramanzia è sintomo di insicurezza e la scienza da sempre smonta ogni possibile nesso tra improponibili credenze e la realtà dei fatti. Sarà, ma se avessimo dato ascolto all’antico detto che afferma che gli anni bisestili sono poco fortunati, sicuramente ci saremmo preparati meglio a ciò che sarebbe successo nel corso dell’anno. Un anno, il 2012, da dimenticare in fretta per gli italiani.

Era gennaio di un anno fa, eravamo ancora frastornati dalla fatica di comprendere il significato di quella parolina, spread, che avrebbe scandito ogni azione politica ed economica, ogni santo giorno da lì in poi. Non avevamo ancora finito di scambiarci gli auguri di buon anno, che già si consuma la prima tragedia. Un bimbo accompagnato a scuola da sua madre,  scende maldestramente dall’auto e lo zainetto che porta sulle spalle si incastra nello sportello. Sua madre non se ne accorge, parte, lo trascina per diversi metri. Il bimbo non ce la fa, muore.

Ancora sconvolti da tale evento, pochi giorni dopo si consuma una delle più grandi tragedie della storia italiana. Capitan Schettino, al timone della Costa Crociere, sbaglia manovra, e volendo fare un “inchino” con la nave all’isola del Giglio urta accidentalmente uno scoglio. La nave inevitabilmente subisce una lesione di diversi metri e l’acqua comincia cad affluire all’interno della stiva. È il disastro. La nave comincia ad inclinarsi, le scialuppe non bastano, perdono la vita adulti e bambini. Le telecamere di tutto il mondo hanno gli obiettivi puntati sullo quello scorcio di mare che per giorni diventa il protagonista involontario  di una tregedia immane.

Mentre contavamo ancora i morti e i dispersi, dalla Grecia ci  arrivano le immagini violente dell’assalto al Parlamento. Grecia, Spagna e Italia rischiano il tracollo e qualcuno dice, ad alta voce, che arriverà presto. La tensione sale, le tasse pure, agli Italiani non resta che pregare.

Arriva marzo e quello che doveva essere un giorno di festa è solo un’altra immane tragedia. Un ragazzo che lavora per montare il palco in vista del concerto di Laura Pausini, muore schiacciato dal peso di tonnellate di ferro, e tragedia nella tragedia, si scopre che quel ragazzo era lì per cinque Euro al giorno.

Sembra esserci un attimo di tregua, se non teniamo conto di qualche gommone disperso in mare, un suicidio su e giù per l’Italia di qualche anziano che non riesce a vivere o di qualche giovane che non trova lavoro. Ma la calma dura poco.

Il mese di maggio è un altro duro colpo per l’ Italia. La terra trema forte. In Emilia Romagna interi paesi sono rasi al suolo, la gente è dispersa sotto le macerie e ancora una volta gli Italiani piangono i loro connazionali.

Passa poco, il tempo di un nubifragio a Milano che fa più danni di un ciclone a Los Angeles e ci giunge la notizia che un nostro militare, l’ennesino, muore al fronte vittima di un incidente stradale.

Intanto arriva il caldo e gli animi si scaldano. Così succede che un pregiudicato viene ucciso in pieno giorno sulla spiaggia in provincia di Vibo Valentia. Davanti a moglie, figlia e i bagnanti tutti.

Il caldo torrido pare non voler cessare, e così, tra un bambino caduto dalla finestra e un ricoverato in una casa di cura maltrattato fino alla morte, assistiamo ad un episodio in stile far west. Un signore di sessantaquattro anni viene massacrato e ucciso ad uno stop per aver suonato insistentemente il clacson a quel gran signore che gli era davanti.

Sarà che la natura si è risentita, vuoi che si è proprio arrabbiata, la terra comincia a tremare di nuovo. Prima a Messina, poi in Irpinia, poi è la volta della Calabria, dove ormai la terra trema ininterrottamente giorno e notte.

Siamo ormai al mese di ottobre dell’anno funesto e gli Italiani all’ ennesimo scempio rimangono senza parole. Mentre la gente rovista tra la spazzatura, si tagliano fondi ai malati, si chiudono ospedali e imprese al lastrico falliscono una dietro l’altra, si sta per scrivere la pagina più scellerata della politica del Bel Paese. Scoppiano uno dietro l’altro lo scandalo delle Regioni Lombardia e Lazio e ciò che si scopre ha dell’ incredibile. I politici che ci governano, già remunerati con un cospicuo stipendio, usano i soldi pubblici per le colazioni al bar, sigarette, cene extra lusso, telepass e chi più ne ha più ne metta. Pensavamo di aver visto e sentito tutto, ma ci sbagliavamo.

Due prelati, in virtù del ruolo che occupano nella società, si pregiano di frasi degne della migliore educazione civile, culturale e religiosa. “Il femminicidio è colpa delle donne che provocano gli uomini”, tuona un parroco spazientito. “La colpa del suicidio del ragazzo gay è di sua madre che non è riuscita a curarlo”, sentenza un altro arzillo italico sacerdote.

Dopo aver sentito queste frasi, eravamo veramente rassegnati ad aspettare la tanto famigerata fine del mondo, che secondo la regola del non è vero ma ci credo, ci aveva infuso un’ ansia tremeda che, se avessimo potuto, saremmo scappati tutti in Antardide. Il peggio però doveva ancora arrivare.

L’Italia è provata, è esausta, è letteralmente in ginocchio. Monti si dimette dopo un’esperienza disastrosa al Governo, aveva provato a rimediare all’altrettanto disastroso Governo del suo predecessore Berlusconi . Si decide dunque per le elezioni. E indovinate un pò chi sono due dei candidati? Monti e Berlusconi.

A quel punto mancavano poche ore allo scoccare del nuovo anno, cos’altro poteva succedere? Dalla serie al peggio non c’è mai fine, a poco più di ventiquatt’ore dalla fine del 2012, succede invece che l’Italia perde uno dei suoi tesori più preziosi: Rita Levi Montalcini si spegne a 103 anni.

Benvenuto dunque 2013, che tu possa farci dimenticare in fretta i dolori e le sofferenze dell’anno appena trascorso.