COLLABORATORE SCOLASTICO, LAVORO DIGNITOSO.

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POLEMICHE PER LE AFFERMAZIONI DENIGRATORIE DELLA FINOCCHIARO

Pubblicato su Alganews

Onorevole Finocchiaro,

mi consenta di dirle pubblicamente che le sue parole «stiamo parlando di parlamentari, non di bidelle» mi hanno profondamente ferita. Per tre motivi: il primo è perché lei è un politico e in quanto tale dovrebbe grondare di umiltà; il secondo è perché lei è una donna e in quanto tale dovrebbe grondare di orgoglio; il terzo è perché è un essere umano e in quanto tale dovrebbe grondare di dignità.

Io non sono un collaboratore scolastico, ma non mi vanno giù le sue parole, che lei ha pronunciato pubblicamente ma chissà quanti altri suoi colleghi pensano. Vede Onorevole, forse c’è qualcosa che lei non ha sottovalutato. Diventare un parlamentare non è cosa da poco. Ma deve sapere che non tutti hanno lo stesso destino o fortuna, e talvolta con tutto l’impegno che una persona può mettere per la buona riuscita di una cosa, non incontrerà mai le persone giuste, non si troverà mai al posto giusto nel momento giusto, e la sorte non le darà mai una mano.

Le garantisco che ci sono una miriade di ragazzi intelligenti, più di me e più di lei, che purtroppo non hanno avuto l’opportunità di studiare. C’è anche chi pur avendo tutte le carte in regola per fare meglio di lei, ha avuto una carriera stroncata dagli accadimenti, inaspettati, della vita. E in ogni caso fare la bidella è un lavoro dignitoso tanto quanto il suo.

Svolgere il lavoro di bidella significa avere la responsabilità di garantire l’igiene e quindi la salute di numerose persone, guadagnando uno stipendio assai modesto. Guai se non ci fossero bidelle al mondo. Non si può dire lo stesso di molti suoi colleghi, che del tutto ignari del vero motivo per cui siedono tra i banchi del parlamento, pensano soltanto ai propri interessi personali e mandano allo sfascio uno dei Paesi più industrializzati del mondo.

Onorevole Finocchiaro, tante bidelle sono mamme che hanno scelto di crescere i propri figli, che hanno scelto un umile lavoro pur di non far mancare niente ai propri cari. Tra loro ci sono anche tante laureate che, con una dignità di ferro, non sono scese a compromessi con nessuno e hanno preferito pulire l’urina nei bagni delle scuole piuttosto che vendersi ed atteggiarsi a gran signore di alto rango. Ma soprattutto, Onorevole, tra loro ci sono delle donne e mamme straordinarie, a cui nessuno ha dato le istruzioni per diventarlo ma l’hanno imparato a proprie spese, sulla loro pelle. Le bidelle, come qualunque altra categoria di lavoratori, sono persone che voi parlamentari dovreste proteggere e difendere a spada tratta invece di offenderle. Non sa forse, quanto sudore, quante lacrime, quanti sacrifici occorrano per mandar avanti una famiglia in modo onesto e senza privilegi. Lei non ne ha idea.

Mi rivolgo a tutti quelli che la pensano come lei: la dignità è quella cosa che fa grande un uomo, e purtroppo non si acquisisce in automatico né con la laurea, né con i titoli. Gente perbene si nasce e tante persone lo sono, a prescindere dal lavoro che il destino, nella vita, sceglierà per loro.