QUANDO LA CONGIUNTIVITE È DI BERLUSCONI

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Pubblicato su Alganews

PER LUI TUTTO È POSSIBILE: RICOVERATO PER BEN 5 GIORNI AL SAN RAFFAELE PER UNA CONGIUNTIVITE

Non voglio unirmi al coro e parlare a sproposito di tutto ciò che accade a Silvio Berlusconi. Ma non posso tacere dinanzi a ciò che sta succedendo in queste ore.

Berlusconi è ricoverato presso l’ospedale San Raffaele di Milano, ospedale che contribuì a fondare su richiesta di Don Verzè, in virtù dell’amicizia che li vedeva legati. Ora, non sto qui a discutere la veridicità della malattia, se il ricovero sia un vile tentativo di evitare il carcere o se la patologia sia grave o meno. Ciò che so per certo è che è grave un ricovero di almeno cinque giorni, salvo ulteriori “impedimenti”, per una congiuntivite o uveite che dir si voglia.

Ho seguito la sanità molto spesso in questi ultimi due anni, e mi sono imbattuta in storie allucinanti. Ho sentito gente lamentarsi di stare ore e ore, a volte giorni, sulle barelle di un ospedale più simile ad un accampamento che ad un luogo di cura. Ho sentito gente malata di cuore, gente appena uscita dalla sala operatoria, gente con problemi respiratori, dover dividere pochi metri quadrati di corridoio insieme a una moltitudine di malati di ogni genere perché i conti della sanità sono al collasso e i tagli delle spese hanno decimato i posti letto. Ho sentito gente buttata fuori dai pronto soccorso, trattati con superficialità e negligenza dagli operatori sanitari pur di evitare le spese di un controllo più approfondito per appurare che poche ore dopo hanno trovato la morte. Avere un ricovero oggi in un ospedale è un po’ come vincere un terno al lotto, un po’ come essere graziati. Devi stare veramente male e in ogni caso ti mandano via il prima possibile, per poter lasciar posto a qualche altro mal capitato. Sono certa che se un qualsiasi comune cittadino si fosse recato in un qualsivoglia ospedale italiano per una congiuntivite, questo sarebbe stato curato nell’immediato, forse, e sicuramente spedito dal primo oculista a pagamento. Peggio ancora se il Cavaliere Berlusconi sta pagando per rimanere lì. La salute è un diritto di tutti e peggio è se chi dispone dei soldi necessari  può curarsi e un onesto cittadino no.

E seppur tutto questo non va loro giù, gli italiani non trovano il coraggio di mettere fine a questo patetico e palese sbeffeggiamento da parte della casta nei loro confronti e continuano a rimanere succubi di un potere incontrollato e incontrollabile.