POLITICA, SCENDONO IN CAMPO I MAGISTRATI

0

Pubblicato su Alganews

Questa nuova tornata elettorale ci ha regalato due candidati d’eccellenza: Piero Grasso e Antonio Ingroia. Entrambi Magistrati di un certo calibro, sono stati spesso al centro della cronaca per vicende legate alla lotta contro la mafia.

Avere un Presidente del Consiglio che sia un esempio per i giovani della sua Nazione sarebbe veramente un passo da gigante per un’Italia abituata ad essere governata da ladroni, spesso accompagnati da escort o intenti a risollevare le sorti delle banche e mai quelle dei cittadini. Ma purtroppo c’è dell’ altro da sapere.

È ormai noto che in Italia le carceri sono piene, molto più di quello che potrebbero essere. Intercettazioni ambientali e telefoniche, strumenti di tecnologia, cimici, esami di laboratorio e quant’altro favoriscono le indagini e si arresta molto più facilmente. Cosa che venti, trent’anni fa non poteva accadere. Il che sarebbe da dire con un sorriso sulle labbra e un pizzico di orgoglio patriottico. Succede invece che tutte queste informazioni generano sempre più spesso spiacevoli casi di errori giudiziari.

Essere arrestato in Italia imprime un marchio indelebile alla persona. Essere arrestato significa spesso perdere la fiducia delle persone care, perdere il lavoro, perdere delle occasioni, significa a volte anche sprofondare in depressione ed entrare in un tunnel senza uscita. Quando ti arrestano il danno è fatto. E quando si arresta un innocente, che succede? Succede che chi paga è sempre e solo la vittima. E i Magistrati?

I Magistrati, è noto, sono una casta al pari di quella dei politici, per cui non subiscono nessun tipo di danno, né civile, né penale, né pecuniario. Ma da qualche mese,  dopo che i Magistrati hanno contestato a Berlusconi e colleghi molteplici reati, politica e Magistratura sono entrati in forte conflitto. Da tempo, tra le mura del potere, si intuisce perciò che, a breve, si farà un legge ad hoc per mettere fine al potere dei Magistrati italiani.

Di qui, la sorprendente scesa in campo di due dei più illustri Giudici della Magistratura nostrana.