ITALIA, LO TSUNAMI DEI SUICIDI PER MANCANZA DI LAVORO

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Pubblicato su Alganews

Ci risiamo. Anche questa settimana ci siamo svegliati con un groppo in gola. Si allunga la lista nera degli Italiani che per colpa dei debiti sono costretti a mettersi il cappio al collo o spararsi un colpo di pistola in bocca.

Com’è successo  a Edoardo Bongiorno, 61enne di Lipari, proprietario di uno dei più prestigiosi añbreghi delle isole Eolie, non proprio uno sconosciuto, dopo che alcuni anni fa aveva fatto pubblicare dalla stampa alcune struggenti lettere d’amore in suo possesso, che avevano come protagonisti suo padre ed Edda, figlia di Benito Mussolini.

L’albergo che aveva fondato anni fa proprio suo padre, l’Oriente, stava andando a rotoli dopo aver vissuto anni d’oro. Addirittura, non avendo avuto prenotazioni neanche per il week end di Pasqua, aveva deciso di tenerlo chiuso. E non andava meglio neanche con le prenotazioni per il periodo estivo. Cosicchè ieri mattina, come ogni mattina, ha raggiunto a piedi il prestigioso hotel di cui era il titolare, passando per il paese, salutando tutti con il sorriso, non lasciando presagire alcunchè. Poi è entrato nel suo albergo, ha preso la pistola, si è chiuso nel furgoncino di sua proprietà e senza pensarci due volte, si è sparato un colpo in bocca che l’ha freddato all’istante. Non hanno avuto dubbi amici e parenti sui motivi del tragico gesto, quando hanno rinvenuto il biglietto di scuse rivolto a moglie e a figlia, trovato accanto al cadavere. Stessa tragica, triste storia è toccata ad un altro imprenditore, sessantenne anche lui, residente in Emilia, lo stesso giorno.

Appaiono lontani i tempi in cui l’Italia era una Repubblica democratica fondata sul lavoro. Ora, in questa Repubblica, ogni giorno è una corsa contro il tempo per la ricerca del lavoro, che troppo spesso non arriva o peggio ancora viene a mancare lasciando i lavoratori con debiti talmente alti da non lasciar loro altra scelta che la morte. Sono mesi che siamo costretti a leggere queste notizie mentre il tempo scorre inesorabile e nessuna legge riesce a cambiare le sorti di quello che fino a pochi anni fa era uno dei Paesi più industrializzati al mondo.

Ma la notizia di queste morti, fa male più del solito. Perché accanto ai titoli che annunciavano la tragica fine di queste persone, ce n’erano altri in cui si evinceva che dieci consiglieri regionali calabresi erano stati appena indagati per sperpero di denaro pubblico. Tra le tante voci di rimborsi, comparivano cartelle esattoriali, detersivi e niente di meno che biglietti Gratta&Vinci. E questo, no, non è assolutamente democratico.