E SE INVECE LA COREA DEL NORD SEMPLICEMENTE NON NE POTESSE PIÙ DI PSY?

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Pubblicato su Alganews
di Francesca Lagatta

In una noiosa giornata di inizio primavera, mentre girovago senza meta nei meandri del web mi ritrovo davanti una notizia da far accapponare la pelle: “La Corea del Nord dà l’ok per l’attacco atomico agli Usa”, si legge ovunque.

Rimango attonita, non tanto per la notizia in sé ma perché nulla nei giorni scorsi, neanche un piccolo indizio, mi aveva lasciato presagire una simile sciagura. Non ricordo affatto di aver sentito di qualche dissidio tra i due popoli nei giorni scorsi e benché provi ad andare indietro col tempo, non mi riaffiora nulla che mi possa spiegare l’accaduto. Dunque, mi affretto a ragguagliarmi su ciò che sta accadendo e leggo che la magistrale trovata è da attribuirsi a un tale Kim Jong-un, che se parlassimo di manga giapponesi potrei affermare, forse, di averlo già sentito, ma siccome parliamo di Corea del Nord, sono certa che alla mia mente risulti un perfetto sconosciuto.

Guardo la foto del soggetto in questione e la prima cosa che mi viene da pensare è che se i nordcoreani hanno messo in mano la Nazione a un soggetto simile, per noi italiani, dopo il Berlusconi-Monti, c’è ancora una speranza.

Più che gonfio direi appallottolato, sbarbato, piuttosto bruttino che più che un dittatore politico pare l’autista sfigato di Sandra Milo. A guardarlo bene, non che proprio ne avessi voglia, mi pare potesse avere non più di vent’anni. Mi sbaglio, di anni ne ha trenta, approssimativamente però, perché l’età del genio di giornata non può essere rivelata al di fuori dei confini nazionali. Poi penso, ma chi se lo prende questo? E mi sbaglio ancora, perché una connazionale ha sposato questo fiore proprio l’estate scorsa. E, ad approfondire le mie conoscenze, scopro che è anche amante delle belle donne in genere, degli hamburger, del basket e dei videogiochi, che ha passato la maggior parte della sua vita in Occidente, in Svizzera precisamente, a studiare nei più prestigiosi collegi di Berna.

Un normale trentenne, insomma, se non fosse che una mattina si è svegliato un po’ nervosetto e non sapendo come farsela passare, ha deciso di giocare a Star Wars con i missili. Leggo, a questo punto, che per prepararsi alla guerra, i nordcoreani hanno bloccato per il secondo giorno di fila l’ingresso di lavoratori, merci e mezzi sudcoreani al distretto industriale di Kaesong. In pratica hanno dichiarato guerra anche alla Corea del Sud, con la quale i rapporti non sono mai stati idilliaci e che ultimamente si erano parecchio disastrati.

A quel punto dell’articolo mi viene un’illuminazione. Ma vuoi vedere che sto poveraccio altro non è che un trentenne qualunque che non ne può più di sentire Psy, i suoi balletti demenziali e quell’orribile litania che è diventata Gangnam Style?

Cari nordcoreani, un po’ di tolleranza. Vi confesso che neanche io lo tollero più questo Psy, ma non per questo mi sono svegliata una mattina e mi sono messa a minacciare di sganciare la bomba atomica su ogni Paese che manda in radio l’odiosa canzone. Sarà lo strepitoso successo planetario, ma Kim ce l’ha sullo stomaco di brutto, a tal punto che ha già messo in posizione i missili pronti a sferrare l’attacco.

La notizia, però, dopo lo stupore generale, è passata un po’ in sordina, perché stando alle ultime rivelazioni, pare che questo simpatico giovanotto vanta di poter fare molto più di quel che potrebbe e che gli Usa siano già pronti a smantellargli qualsiasi cosa metta in volo, fosse pure un aquilone. Aggiungiamo pure che con quel faccino da bambino frustrato, non farebbe paura neppure alle galline.