RUBY: "HO MENTITO SU MUBARAK"

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Pubblicato su Alganews

Karima El Mahroug, più nota con lo pseudonimo di Ruby, l’ha detto e l’ha fatto. Ieri mattina, allertati giornalisti e fotografi, aveva annunciato l’intenzione di protestare contro i giudici e gli avvocati di accusa e difesa del processo che porta il suo nome. E puntuale questa mattina, alle ore 10:30, la ventenne marocchina si è presentata in solitaria davanti al Tribunale di Milano, dove con striscioni e fascicoli di carte, ha cominciato un vero e proprio sfogo davanti a centinaia di telecamere.

Davanti ad una miriade di curiosi, urla a gran voce la sua innocenza, si infuria con i Magistrati che non l’hanno voluta ascoltare come parte offesa, piange a dirotto quando dice che questo processo le ha cucito addosso l’etichetta di prostituta e lamenta di esser stata usata dai Magistrati per attaccare e distruggere Berlusconi. Ma lei lo ribadisce ancora una volta, non accuserà l’ex Presidente del Consiglio, perchè mai in vita sua ha avuto rapporti sessuali a pagamento, tanto meno con il Cavaliere. Dice di non aver nulla da nascondere e nulla di cui vergognarsi e l’unica cosa per cui si sente di chiedere scusa è aver fatto credere di essere la nipote di Mubarak. A tal proposito, la disinibita ventenne, per avvalorare la sua tesi, sfoggia orgogliosa un vecchio documento d’identità in cui il suo cognome è Mubarak.

Ma ricordiamo, a riguardo, ciò che accade la sera del 27 maggio 2010. Le forze dell’ordine la condussero in questura per essere stata sospettata di furto. La coinquilina di Karima, una prostituta brasiliana, avvertì l’allora Presidente del Consiglio dell’accaduto, che a sua volta, chiamò chi di dovere e chiese e ottenne l’affidamento della minorenne a Nicole Minetti, anziché ai servizi sociali per minori. Di qui, dunque, l’accusa di concussione. Ma il processo vede imputati anche la stessa Minetti, l’ex manager Lele Mora e l’ex direttore del tg4 Emilio fede. L’accusa è prostituzione minorile. L’indagine parte qualche tempo prima, quando la Magistratura si accorge che nel prestigioso Palazzo Grazioli, residenza romana dell’ex marito di Veronica Lario, si tengono spesso delle cene, la cui natura è piuttosto ambigua e che vedono protagoniste molte giovani ragazze e starlette della tv nostrana, e anche chi in tv non c’era mai stata, ci arrivava magicamente dopo aver varcato la fatidica soglia d’ingresso. Si scopre che Ruby Rubacuori, questo il nome d’arte completo, ancora diciassettenne, aveva frequentato le famose cene a partire dal gennaio 2010, che le feste erano molto poco formali e addirittura si sospetta un giro di prostituzione con vere e proprie selezioni da parte degli imputati, sulle ragazze da farvi partecipare. I sospetti diventano certezze quando la Magistratura viene in possesso delle intercettazioni telefoniche di tutti i partecipanti. Tutto sembra ruotare intorno a balletti e travestimenti erotici per accontentare Silvio e i suoi amici commensali. In cambio, ad ogni ragazza, il leader del Pdl offre regali, denaro e favori. Poi, solitamente, a fine serata sceglie la sua preferita alla quale farà l’invito a passare la notte nella residenza e trascorrere una notte d’amore. Questa è la ricostruzione dell’accusa. Ad aggravare la posizione dell’imputato, oltre alle intercettazioni che da sole basterebbero a fugare ogni dubbio, ci sarebbero dei bonifici di grossa entità ritrovati sui conti correnti di Karima El Mahroug.

Ad ogni modo, starlette e pidiellini, difendono il leader a spada tratta continuando ad accusare la Magistratura di aver creato un processo ad arte con il solo fine di distruggere uno degli uomini più ricchi e influenti d’Italia. Di fronte a tale spudoratezza rimaniamo perplessi e attendiamo curiosi la sentenza dei giudici quando il prossimo 22 aprile, altra data del processo, si pronunceranno sugli imputati e scopriremo se la Cassazione affiderà l’incarico alla Magistratura di Brescia, come richiesto dagli avvocati della difesa.