VALERIA MARINI E VERONICA LARIO, TUTTO QUANTO FA QUIRINALE

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Pubblicato su Alganews

Alla seconda fumata nera al Colle c’è ancora chi non ha perso il senso dell’umorismo. E poco importa se l’Italia è un’auto in folle lungo una discesa, anche quando si tratta di eleggere il capo dello Stato c’è chi preferisce suscitare qualche risatina per stemperare l’aria di guerriglia che si respira oggi nei palazzi del potere.

Cosicchè, Laura Boldrini, durante il tanto atteso spoglio delle schede, tra un Rodotà, un Prodi e un D’Alema, si trova tra le mani delle schede con nomi di ben altri personaggi di spicco, non proprio consoni alla candidatura della tanto agognata carica.

Un po’ per protesta, un po’ per spirito, qualche vecchio volpone ha pensato bene di scegliere, sì Marini, ma non l’avvocato sindacalista, bensì la Valeriona Nazionale, mentre invece qualche comunista irriverente ha sfidato le ire del Pdl ed ha optato per Veronica Lario, ex coniuge del leader della coalizione del centro destra. E se non sono mancati i voti anche a Milena Gabanelli, pur avendo nettamente rifiutato la candidatura, allo scrittore Claudio Sabelli Fioretti o ad un Paolo Bolognesi, il nome che ha suscitato maggiore ilarità, è stato quello di Raffaele Mascetti, sconosciuto a molti, ma che ai più attempati tornerà in mente come il conte della “supercazzola” reso celebre dall’interpretazione di Ugo Tognazzi in Amici miei. E sulla scelta di questo nome, spudorata ma quanto mai azzeccata, forse ci sarebbe da riflettere.

Per finire, e questa è a libera interpretazione, si sono udite non poche risatine quando sulla scheda è comparso il nome Mara Carfagna. Una certo imbarazzo ha investito il volto della povera Presidente della Camera dei Deputati, che immediatamente e con destrezza da manuale, ha sminuito le polemiche create dall’improbabile voto dichiarando semplicemente scheda nulla per mancanza di requisiti necessari, ovvero l’età minima di cinquant’anni.