PAOLO PETRUCCIOLI, IL SUICIDIO DI UN GIORNALISTA PERBENE

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Pubblicato su Alganews

E’ la tarda mattinata di lunedì 6 maggio 2013 quando alcuni passanti notano un corpo esanime nel piazzale sottostante agli uffici in Borgo Sant’Angelo a Roma. Si chiamano i soccorsi, che arrivano perentoriamente, ma per l’uomo riverso a terra non c’è nulla da fare. E questa volta non c’entrano il lavoro o la disoccupazione. Sebbene il comun denominatore fosse sempre lo stesso, la disperazione, questa volta pare legata a motivi sentimentali. L’uomo che si è appena tolto la vita gettandosi dalla finestra del suo ufficio a parecchi metri d’altezza è Paolo Petruccioli, giornalista Rai, 57 anni, vicedirettore della Testata Giornalistica Regionale, fratello del più famoso Claudio, politico ed ex Presidente dell’azienda con sede in viale Mazzini, nella quale militava dall’82 e per la quale aveva contribuito alla nascita e allo sviluppo del Televideo, noto servizio di Teletext in Italia.

L’uomo, stando alle prime indiscrezioni, poco prima di gettarsi nel vuoto, avrebbe inviato a sua moglie una mail in cui spiegava i motivi del folle gesto. La donna si è immediatamente attivata per impedire che suo marito portasse a termine l’atto estremo, ma il destino aveva già deciso. Cosicché, Paolo Petruccioli, si è spento per sempre sotto gli occhi di passanti e colleghi, proprio davanti a quegli uffici che avevano visto nascere e crescere la sua gloriosa carriera, che non è comunque bastata ad impedire che quel maledetto male di vivere prendesse il sopravvento.