STALKING, LA FOLLIA DEGLI UOMINI UCCIDE IL SOGNO DI ESSERE AMATE

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Pubblicato su Alganews

Di Francesca Lagatta

Ormai i tg sono un susseguirsi di servizi che ci raccontano di uccise, molestate, violentate, soffocate, torturate, perseguitate. La violenza sulle donne sta dilagando a più non posso e le leggi attuali non bastano a difenderci. Circa due anni fa, infatti, fu introdotto il reato di stalking, che punisce finalmente il reato, ma non impedisce di commetterlo. Avete mai provato a recarvi in una qualunque caserma per denunciare un uomo? Vi sentirete rispondere: «Abbiamo bisogno di prove, signora, altrimenti non possiamo fare nulla». Certo signor Maresciallo, non si preoccupi, quando mi avrà strangolata vi farò vedere i segni sul collo, oppure se sarò già morta aspettate gli esiti dell’autopsia.

Ci vogliono ancora dei giorni, mesi, prima che un uomo possa essere incolpato di stalking. Bisogna raccogliere un certo numero di telefonate registrate, messaggi, indizi, a volte anche certificati medici. E tutto questo è inammissibile. Alcune donne non hanno il tempo di dimostrare di essere perseguitate, né minacciate perché i loro aguzzini sono più veloci della burocrazia e le uccidono molto prima, senza pietà. E anche trent’anni di carcere, poi, non potranno mai rendere loro giustizia.

Io ho paura di essere donna. Ho paura di innamorarmi, di camminare per strada, di parlare al telefono con qualcuno, ho paura quando un uomo mi guarda. La cronaca ci insegna che il male è dietro l’angolo, lo trovi al supermercato, in un parco, in casa propria, in una macchina, all’aperto, al chiuso, ovunque.

Mi ricordo quand’ero bambina e vedevo in mio padre un uomo amorevole, che a volte aveva anche paura di alzare la voce con mia madre. Preferiva alzarsi, sbattere la porta e tornare quando aveva sbollito la rabbia. Avevo creduto che tutti gli uomini fossero così. E allora, come tutte le bambine, sognavo che un giorno anche per me sarebbe arrivato un principe azzurro che mi prendesse per mano e mi facesse vivere la mia favola, ma a quanto pare che il principe azzurro si è estinto per lasciare il posto all’uomo nero.

I rapporti di oggi sono fatti di egoismo, di orgoglio, la donna è diventata un oggetto da possedere, non da amare. O mia o di nessuno. Certo, bisogna riconoscere che non tutti gli uomini si comportano allo stesso modo e non tutti gli uomini, sebbene gelosi, finiranno con l’ucciderti. Ma ciò che mi impressiona è che è cambiata drasticamente la tipologia dello stalker. Se una volta la figura del persecutore era quasi sempre relegata a una persona malata di mente, di bassa cultura, spesso introverso e maniacale, oggi la cronaca nera ci insegna che chiunque può diventare un assassino, che sia il fidanzato di una vita, il medico in carriera, colto, moralmente alto o con una vita sociale ampia.

L’amore è quel sentimento che dovrebbe renderci migliori, farci sentire protette e invece troppo spesso diventa una trappola asfissiante, che genera follia e violenza. Ogni qualvolta leggo di una donna picchiata, uccisa, sfigurata mi sento morta un po’ anche io nell’anima, perché in fondo ogni volta è come se ad ognuna di noi, inconsciamente, uccidessero il sogno più bello: quello di essere amate.