QUELLA MERAVIGLIOSA FOTO DI FALCONE E BORSELLINO

0

Pubblicato su Alganews

Circola una foto su facebook da alcune ore. Un foto che non t’aspetti e che improvvisamente ti dà gioia. E questa storia, questa bella storia, seppur breve, ve la voglio raccontare. Per due motivi: uno è sicuramente per il significato in sé, l’altro è per una forma di protesta contro questo inferno mediatico, troppo spesso divenuto strumento politico o divulgatore di notizie frivole, talvolta inventate di sana pianta, che non fanno altro che offendere i lettori e una professione nobile come il giornalismo.

Ne ho la conferma quando voglio approfondire la notizia pubblicata sul social network e navigo in tutti i siti di informazione di maggior rilievo. Ma, come immaginavo, più che leggere “la crisi colpisce maggiormente le famiglie povere”, “scompiglio sulla Costiera Amalfitana per la Rodriguez in minigonna” e qualche trafiletto di cronaca nera, non trovo nulla che soddisfi la mia curiosità. Poco male, quella foto parla da sola. E dice tante belle cose.

Nello scatto si notano un centinaio di ragazzi o forse più, in piedi, composto, che alza al cielo un foglio su cui sono ritratte due persone. La foto è stata scattata sugli spalti della partita che si è disputata tra il Torino e il Genoa e quei ragazzi sono i tifosi Granata. Niente di speciale dunque, eppure questa immagine è destinata ad entrare nella storia.

Il campo è silenzioso, non si ode il minimo rumore. Le società calcistiche e i tifosi stanno osservando un minuto di silenzio per la morte di Giulio Andreotti. Ma in pochi metri quadrati, alcuni ragazzi hanno scelto di gridare, forte, pur rimanendo in silenzio. Si alzano in piedi, fieri, e mostrano all’Italia intera che loro non ci stanno. Non ci stanno a passare né per stupidi, né per corrotti e lanciano un segnale forte e chiaro che scrive sulle coscienze di molti che l’Italia è fatta anche di giovani come loro. Giovani onesti e lontani da una certa società e ad una certa politica dei giorni nostri che non hanno fatto altro che imprimere un marchio, subdolo e indelebile, a questa generazione che pare destinata ad un futuro senza speranza. E questi ragazzi, invece, ci hanno ricordato che forse, ancora niente è perduto.

Su quei fogli bianchi, l’inchiostro lascia poco spazio all’immaginazione e ridisegna una speranza più forte della morte. Quei volti sono di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.