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Pubblicato su Alganews

Di Francesca Lagatta

Caro Lucio,
ti conobbi più di un anno fa. Ci presentò un’amica in comune ma le circostanze non erano delle migliori. Io cercavo giornalisti in tutt’Italia che raccontassero lo sfascio della sanità in Calabria, ma quando mi apprestai a telefonarti mi accorsi subito che dall’altra parte della cornetta non c’era un cinico giornalista, ma prima di tutto un uomo; mi ascoltasti come pochi tuoi colleghi avevano saputo fare prima.

Poi, col passare dei giorni, decisi di incontrarti a Roma, per parlare da vicino dei problemi della mia terra. Mi recai alla reception della sede Rai e mi dissero che avrei dovuto aspettare molto, ma bastò il tempo di voltare lo sguardo alla mia sinistra e ti vidi arrivare. Avevi dei pantaloni e una giacca scuri, scuri come i tuoi occhi, profondi e decisamente vispi. Cominciammo a parlare di tutto, ricordo, e la tua voce pacata e rassicurante mi incantava a tal punto da perdermi nei tuoi discorsi. Difficile non accorgersi quanta vita c’è dentro Lucio Giordano.

Passarono ancora i giorni e tu eri sempre attento alle mie mosse, alle mie denunce, alle miei lotte, ma ad un certo punto, improvvisamente, cominciasti a guardarmi in disparte. La mia scesa in politica ti aveva fatto storcere il naso, non me ne hai mai fatto mistero, e dietro ad uno schermo di un computer mi osservavi mentre andavo avanti, per capire cosa volevo fare, dove volevo arrivare. In tutti questi mesi ti sei accorto puntualmente di ogni cambiamento, di ogni mia difficoltà, di ogni mia vittoria. Nell’ottobre scorso volesti farmi un regalo: “Voglio che tu scriva per me, ho un sogno che si chiama Alganews e voglio che anche tu mi aiuti a realizzarlo.” Io ci misi un bel po’ a riprendermi dallo stupore e cominciai, come impazzita, a farmi mille domande: “Lucio Giordano vuole che io scriva per lui? E’ uno scherzo, mi starà prendendo in giro! Da dove comincio, che gli dico, da dove inizio?”

Cominciai ad improvvisarmi una sorta di scrittrice, scrivevo, scrivevo, ma non avevo ancora idea di cosa fosse Alganews. Una redazione giornalistica? Un blog? Un passatempo? No, ma l’ho capito solo più tardi. Alganews è un blog di approfondimento, che non è un tg, ma neanche il libero sfogo di blogger con tempo libero a disposizione. Alganews è una redazione on line che annovera tra i suoi collaboratori giornalisti professionisti, noti avvocati, scrittori, fotografi, attori ma anche operai, disoccupati, pensionati, studenti. Dentro c’è tutta l’Italia di oggi. E questo ha fatto sì, che nel giro di pochi mesi, diventassimo uno dei blog più seguiti del Bel Paese. Bella soddisfazione, Lucio, se penso alle notti passate a discutere su cosa volevamo diventare e se mai ci fossimo riusciti.

Poi, poco più di un mese fa, tornai a Roma e venni a trovarti nel tuo ufficio. Tu mi aspettasti sulle scale, a braccia aperte, come fa un padre quando vede tornare suo figlio. Parlammo ancora qualche ora, ma il tempo volò così in fretta che guardando le lancette dell’orologio non riuscivo a rendermi conto. E più parlavo con te, più capivo che tu sei una di quelle persone che incontri quando la vita, una volta tanto, decide di farti un regalo. Hai la stoffa del leader Lucio, anche se è un ruolo che non ti appartiene. Sei una persona estremamente educata, gentile, colta, paziente ma soprattutto intelligente e libero da ogni pregiudizio. Se ne incontrano poche di persone come te, sai Lucio, soprattutto dalle mie parti, dove gli stereotipi e i preconcetti rendono tutto sterile e piatto.

So poco di te, della tua vita privata, sei estremamente riservato ma agli occhi di chi ti guarda certe informazioni non hanno importanza. Tu sei così. Sei un padre quando c’è da imparare, sei un fratello quando c’è da confidarsi e sei uno straordinario alleato quando c’è da lottare. Senza dimenticare che sei un abile psicologo quando c’è da scrivere. Tiri fuori l’anima delle persone senza nemmeno chiedergliela. A guardare il tuo curriculum da giornalista professionista si ci mette un buon quarto d’ora, ma il tuo cruccio nei miei confronti non è mai stata la tecnica, bensì la sostanza. Perdoni gli errori di scrittura e quelli di forma, ma non mi perdoneresti mai di scrivere un pezzo senza cuore, senza passione.

Perché scriverti una lettera, Lucio? Perché le persone come te preferiscono rimanere dietro le quinte, nell’ombra talvolta, sono discreti, non sanno vantarsi, e i propri meriti non li riconoscono mai. Tu invece, Lucio, sei proprio una bella storia che merita di essere raccontata. In un mondo di lupi e approfittatori tu sei proprio una perla rara. Voglio raccontare di quante volte mi hai detto “Frà,devi stare attenta”, di quante parole hai speso per farmi capire dove stavo sbagliando e come dovevo recuperare. Voglio raccontare che bella sensazione sei stato quando mi hai messo un po’ dei tuoi sogni in mano, e dandomi fiducia come nessun altro è capace, mi hai regalato un po’ della tua vita. Voglio raccontare di quante volte mi hai detto, con calma e serenità, “vai avanti, non ascoltare nessuno” e voglio che tutti sappiano che la nostra gioia cresceva di pari passo al numero dei lettori che ogni giorno ci seguivano in modo dilagante. Voglio che tutti sappiano che Alganews è un sogno che ha preso forma, di quanta fatica costi, di quante ore occorrano per scrivere ed arrivare dritto al cuore della gente, senza filtri. Voglio che tutti sappiamo che ci hai insegnato che Alganews è un mezzo difesa o di attacco, ma comunque un’arma nella lotta alla vita di tutti i giorni. Voglio che i nostri lettori sappiano che in ogni nostro pezzo c’è una spiccata voglia di cambiare il mondo, di arrabbiarsi per un sistema che non ci piace e di raccontarvi la realtà così com’è e non come vogliono farcela credere, che a fare questo sei stato tu, con la tua caparbietà fuori dal comune. Voglio dire a tutti i nostri lettori che noi blogger di Alganews ti adoriamo, che definirti un semplice giornalista è parecchio riduttivo e che chi ti ha incontrato sul proprio cammino è davvero un uomo fortunato.

Sei un grande, Lucio, un grande uomo, un grande amico, un grande condottiero. E ti prego, non togliere neppure un aggettivo di quelli che ho usato per te e accetta questa lettera come una forma di ringraziamento pubblico per tutto quello che hai fatto e farai per me.

Con tutta la stima che ho.