TAGLI ALLA SANITÀ, A PRAIA A MARE SI MUORE

0

Pubblicato su Alganews 

di Francesca Lagatta

Un uomo punto da un’ape perde la vita per uno shock anafilattico

Si muore così a Praia a Mare, così, per una puntura d’ape. E si morirà ancora. Come Gioacchino, come Cesare, come Angela, come tutti quelli che sono stati vittime del piano di rientro regionale sanitario in Calabria.

Risparmiare sulla sanità e lasciar morire la gente per risanare il debito della sanità è come non poter mangiare per non dover andare in bagno e correre il rischio di otturare la rete fognaria. Scusate il paragone, ma è così.

Un uomo di 59 anni è stato punto da un’ape e, risultato allergico, è stato immediatamente  è colto da uno shock anafilattico. Troppo lontano l’ospedale di Cetraro, meglio andare in Basilicata e intraprendere il viaggio della speranza, speranza che si è infranta proprio lì, nel nosocomio lucano, quando i medici non hanno potuto far altro che costatarne la morte.

Questa volta la sosta alla casa di cura praiese non l’hanno neppure tentata, perché sarebbe stato inutile perché inutile. Un’ operazione tempestiva avrebbe potuto salvargli la vita, una tracheotomia magari, ma il Commissario ad Acta alla sanità calabrese, nonché Presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, ha pensato bene di togliere Medicina, Chirurgia, chirurghi e anestetisti, perché loro, dai tavoli del potere, sanno quel che fanno e l’avevano ridisegnata bene la sanità sull’Alto Tirreno, certo. Forse con la cartina sbagliata. E ad ogni morte vine esempre più  un peso sullo stomaco.

Dov’erano i cittadini quando c’era bisogno di protestare? Dov’erano i cittadini quando c’era bisogno di un sussulto di rabbia che fosse più forte di qualsiasi oscuro potere? Erano negli uffici dei candidati a sindaco a farsi i calcoli per assicurarsi il parcheggio sotto casa, l’antenna sul terrazzo, il tavolino fuori al bar, o qualsiasi altro favore. Erano dietro gli schermi dei computer a pontificare e a giudicare sciaguratamente l’operato altrui.

Da soli non si va da nessuna parte ma questo Praia non l’ha mai voluto capire. E ora conta e piange i suoi morti. Ora che è già troppo tardi, e non solo per i tagli alla sanità.