SANITÀ, LA VIA CRUCIS CALABRESE

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Pubblicato su Alganews

Di Francesca Lagatta

Erika e Maria Brusca viaggiano nella loro auto sulla statale 18 all’altezza del comune di Acquafredda, in provincia di Cosenza, quando uno sciagurato tentativo di sorpasso da parte di un uomo le costringe ad una maldestra uscita di strada.

Per Erika, appena 27 anni, bella come il sole e da poco laureata in Scienze della Nutrizione, i suoi sogni si infrangono su quell’asfalto maledetto insieme a lei; sua sorella, ancora più giovane, rimane viva ma non sa che il suo calvario personale non è ancora finito.

La piccola comunità di Acquappesa si trova a pochi km dalla città di Cetraro, nella sorge l’ospedale Iannelli, per cui l’ambulanza che arriva sul luogo dove si è consumata la tragedia impiega non più di dieci minuti per affidarla nelle mani dei sanitari.

I medici stabilizzano le sue condizioni ma c’è la necessità di un esame della tac, che quell’ospedale dovrebbe avere ma al momento non ha. Così un’ambulanza non medicalizzata la trasporta fino a Paola, dove le fanno sì la tac, ma non c’è il reparto di rianimazione dove poterla ricoverare. Dunque, la rimettono nell’ambulanza, questa volta destinazione Cosenza, e raggiungono l’ospedale L’Annunziata, dove, quasi a sorpresa, trova finalmente venia e un posto letto. D’altronde non c’è fretta, Erika Brusca ha “soltanto” qualche trauma sparso per il corpo, tra cui quello cranico, che le ha procurato lo stato di coma. Il pellegrinaggio, per la cronaca, dura cinque ore. Cinque estenuanti, lunghissime, interminabili ore. Morirà anche lei cinque giorni più tardi.

Dalla stampa continuano ad arrivare notizie, poche ma confuse, sul destino della sanità in Calabria. Un giorno si grida alla riapertura degli ospedali mentre un l’altro si elogia il piano di rientro sanitario per aver sanato i debiti, salvo smentirsi il giorno dopo e affermare che i debiti, al contrario, si sono moltiplicati. Il Commissario ad Acta, il Presidente Giuseppe Scopelliti, pare sia addirittura sull’orlo dell’esplusione da parte del Tavolo Massicci di Roma, organo interministeriale incaricato di monitorare l’andamento economico dei piano di rientro sanitari regionali.

Intanto l’unica certezza è che in Calabria di (mala)sanità si muore.