MALASANITÀ: PRAIA A MARE CHIAMA, GINO STRADA RISPONDE

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MALASANITÀ: PRAIA A MARE CHIAMA, GINO STRADA RISPONDE

Pubblicato su Alganews

Il fondatore di Emergency risponde su Repubblica.it all’appello del comitato pro ospedale

A Praia a Mare la lotta contro un piano di rientro sanitario, che porta la firma del Commissario ad Acta Giuseppe Scopelliti, comincia ben prima della chiusura dell’eccellente ospedale civile, avvenuta il 31 marzo 2012. Il popolo alto tirrenico, la storia del risanamento dei debiti non se l’è mai bevuta.

Nel 2011 il fatturato del nosocomio, l’unico in attivo della provincia di Cosenza, è di oltre tre milioni di euro. Non solo, la lontananza da quello più prossimo, 70 km su una strada colma di fiori e croci come un cimitero, ha fatto sì che l’emigrazione sanitaria nella vicina Basilicata, aumentasse quasi del 250%. Che tradotto in milioni, in un solo anno, sarebbero bastati per la costruzione di un plesso sanitario nuovo di zecca. E sebbene il Tavolo Massicci, organo che controlla l’andamento dei piani di rientro regionali, avesse più volte sfiduciato il Presidente calabrese, questi ha continuato  sulla sua linea di pensiero.

Ma un gruppetto di cittadini, costituitisi “Comitato pro ospedale”, non ha mai mollato la presa e nonostante le porte sbattute in faccia , hanno ricordato ogni sacrosanto giorno, a cittadini e istituzioni, che quell’ospedale va riaperto, prima che la cronaca ci racconti ancora di episodi assurdi e morti inaccettabili. Quotidiani, blog, telegiornali, non è passato un solo giorno che questa triste vicenda non venisse denunciata sotto ogni sua forma. Tanto è stato il polverone che ha suscitato questa lotta serrata, che la stampa nazionale più volte si è interessata al caso, diventando anche il protagonista di una delle puntate di Presa Diretta.

Risale a un anno e mezzo fa un primo appello a Emergency di Gino Strada, nel quale si richiedeva l’aiuto dell’associazione umanitaria che da oltre vent’anni salva le vite alle vittime di guerra. Sia chiaro, la guerra è guerra, ma l’emergenza sanitaria in Calabria ha bisogno di un vero e proprio miracolo. Allora alcuni delegati, risposero che proprio in quei giorni Emergency si stava insediando su una delle nostre coste per fronteggiare il fenomeno dell’immigrazione, che aprire un presidio ospedaliero, seppure mobile, non è certo un gioco. Alla fine, dunque, si dovette abbandonare l’idea. Burocrazia e tempi non erano dalla nostra parte.

Ma in un anno e mezzo, di cose ne sono cambiate tante, tra una sanità fatta sempre più di degrado e inefficienza e la crescente indisponibilità economica degli Italiani sempre più impossibilitati a curarsi. Cosicché, qualche giorno fa, il comitato ci riprova. Una lunga e accorata lettera indirizzata all’illustre fondatore, Gino Strada, ha raggiunto una popolarità sperata ma inaspettata. Per la gioia di chi l’ha condivisa a destra e manca, giorno e notte, la lettera finisce dritta dritta sulle pagine di Repubblica. Fanno quasi scalpore quelle parole, quella richiesta di aiuto che sa tanto di una preghiera disperata in cerca di un santo che si commuova. La leggono in tanti, la lettera, tantissimi. La leggono anche le più importanti redazioni giornalistiche. Tra queste, sicuramente la redazione di LA7, la cui troupe è venuta ieri a fare visita e a parlare ancora una volta di queste morti annunciate, lanciando un ulteriore appello a quell’uomo, che della buona sanità, ne ha fatto ragione di vita.

Non si è fatta attendere la risposta di Gino Strada, affidata alle pagine di Repubblica.it, che accoglie con piacere la richiesta e lancia la sfida alla Regione Calabria annunciando di voler presentare richiesta per l’apertura di un presidio sanitario, qui, a Praia a Mare, qualora ci fosse il reale bisogno. Non era mai successa prima una cosa del genere prima d’ora. Lo dice lo stesso Strada nella sua intervista.

La notizia è di quelle che ha l’effetto devastante di una bomba. E allo scoppio, ieri sera, Palazzo Campanella avrà tremato, per questo affronto. Ora non resta che sperare che il Presidente Scopelliti metta fine a questo  silenzio e ridisegni una Sanità degna di questo nome, al di là di rancori e appartenenze ideologiche, soprattutto ora. Ora, dopo che un titolo apparso ieri su Calabria Ora, “Le mani del Pdl nella sanità” vorrebbe farci credere che la malasanità nell’Asp cosentina sia il frutto di un egoistico  piano politico costruito ad arte, atto a salvaguardare la salute e le tasche di pochi eletti. E qualche amico.