TERRA DEI FUOCHI, TERRA DI MORTE

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Pubblicato su Alganews

di Francesca Lagatta

Anche questa mattina dalla Terra dei Fuochi arrivano notizie sconcertanti. Nel comune di Caivano, a Napoli, questa mattina sono stati sequestrati 13 pozzi irrigui e 15 fondi agricoli, dopo che dalle analisi effettuate era risultata un’alta percentuale di sostanze tossiche, tra cui il triclorometano, quantificato in 100 volte superiore al limite consentito. La maggior parte degli ortaggi presenti sui terreni sequestrati era pronta, ancora una volta, per essere raccolta e finire nel settore di vendita.

Così l’hanno trasformata in terra dei fuochi, in terra di morte, quella terra meravigliosa che è la Campania. E ora si cerca di correre ai ripari come si può, ora che è troppo tardi sequestrare qualche pozzo e qualche fazzoletto di terra per evitare il disastro. Si interviene dopo vent’anni dalla prima denuncia di un pentito di camorra che descriveva nei dettagli luoghi e modi di come la malavita stava sotterrando le scorie radioattive e insieme a loro il futuro di quella gente.

Si interviene ora che per vent’anni ci hanno dato a bere menzogne e falsità, dicendoci che quello che mangiavamo era sano e genuino, che faceva bene a noi e ai nostri figli, quei figli che abbiamo visto nelle foto ricordo dei cartelloni alzati al cielo per protesta, che abbiamo sentito nominare nelle urla e nella disperazione di quelle mamme che stanno lottando come leonesse per provare a fermare questo omicidio di massa. Si interviene ora, quando tutti sapevano già, mentre la camorra continuava sotto gli occhi di tutti a ipotecare le vite dei residenti e non solo, in nome di quel dio denaro che non guarda in faccia nemmeno sua madre.

Le conseguenze di questa ignobile gestione di rifiuti illeciti sono state e saranno devastanti, ma c’è pure chi ha il coraggio di dire che forse si sta un po’ esagerando, che la situazione non è così tragica come la si crede. Lo vada a raccontare a quelle trentamila persone che hanno perso i propri cari, che nel giro di pochi mesi si sono visti spegnere davanti ai loro occhi genitori, figli, fratelli. La politica sapeva e non interveniva, le dichiarazioni del pentito di camorra Carmine Schiavone  risalgono al ’94.

L’omertà delle istituzioni si è resa ancora una volta complice della malavita organizzata, rendendo, di fatto, questa triste pagina della storia d’Italia, un vero e proprio omicidio di Stato.