LA TENACIA DELLA PASCALE: CHIEDE IL MIRACOLO A PAPA FRANCESCO

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Pubblicato su Alganews

di Francesca Lagatta

Papa Francesco fu eletto solo nel marzo scorso, ma in questi mesi, la sua disponibilità e la sua vicinanza al popolo, hanno fatto sì che le lettere a lui indirizzate contenessero le più disparate richieste. Quella che ha ricevuto stamattina, però, ha suscitato una miriade di polemiche, perché ad impugnare carta e penna è stata niente meno che Francesca Pascale, la giovane compagna di Silvio Berlusconi. 28 anni, bellissima, da oltre un anno appare al fianco del quattro volte Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana. Discreta, silenziosa, ha provato a ridare stabilità ed equilibrio all’immagine pubblica del compagno che, dopo il processo Ruby, aveva subìto un grave danno d’immagine.

Stamane ha deciso di rivolgersi al Santo Padre per gridare il suo dolore e la sua rabbia per il trattamento che la Magistratura prima, e il Governo poi, hanno riservato all’uomo di cui dice di essere innamorata: lo scorso 30 luglio, la Corte di Cassazione ha condannato Silvio Berlusconi a quattro anni di reclusione nell’ambito del processo Mediaset. Pochi giorni dopo, la condanna si è inasprita con l’interdizione dai pubblici uffici per due anni.

Con una sentenza passata in giudicato, in qualsiasi altro Stato Berlusconi avrebbe dovuto dimettersi e scontare la pena che, grazie all’ultimo indulto e all’età del condannato (77 anni), si è tramutata in affidamento ai servizi sociali. Ma qui, in Italia, no. Le sue sorti le ha dovute decidere una votazione parlamentare, dopo che il Capo dello Stato si era rifiutato di concedere la grazia. Così ieri, 27 novembre 2013, alle ore 17:42, dopo l’accesa bagarre dei giorni scorsi, 192 parlamentari hanno decretato la fine della permanenza del leader di Forza Italia tra le mura di Palazzo Chigi. E questo non è andato giù ai tanti sostenitori, ma soprattutto alla giovane fidanzata, che si dice arrabbiata e sgomenta per quella che lei ritiene una vera e propria ingiustizia.

Così si rivolge a Papa Francesco, conscia che questo servirà a tenere alta l’attenzione, a non far finire nel dimenticatoio quello che i seguaci dell’emblematico leader hanno definito un vero e proprio “attentato alla democrazia”.

Dove c’è Berlusconi, insomma, c’è polemica. È cosi da vent’anni e d’altronde molti giornali e giornalisti sarebbero rimasti senza lavoro da tempo se così non fosse stato. Il resto è storia, sapete già. Non c’è bisogno di aggiungere neppure una parola.