CALABRIA. LUI 60, LEI 11, MA PER IL GIUDICE POTREBBE ESSERE AMORE

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Pubblicato su Alganews

di Francesca Lagatta

“Cos’è l’età?”, cantava anni addietro Franco Califano. Sempre e soltanto un numero per gli innamorati. Ma stavolta siamo al patetico. Il Corriere della Calabria ci racconta una storia che ha dell’incredibile e che vorremmo tanto non fosse vera.

Tre anni fa, un impiegato dei Servizi Sociali del comune di Catanzaro, fu tratto in arresto in flagranza di reato per violenza sessuale su minore, quando le indagini avevano portato a fare irruzione presso la sua casa di Roccelletta. 60 anni lui, 11 lei, erano stati trovati avvinghiati sotto le lenzuola.

Nel primo grado di giudizio, l’impiegato fu condannato a cinque anni di reclusione, ma oggi il giudice ha rispedito gli atti al processo d’appello, chiedendone la revisione. Dalle intercettazioni telefoniche, sempre secondo il giudice, emergerebbe un vero e proprio legame sentimentale tra i due, che scagionerebbe l’imputato.

Proprio così. L’amore, condiviso e consenziente, non costituirebbe in questo caso alcun reato. A discolpa del sessantenne, che aveva in cura la bambina proveniente da una famiglia disagiata, ci sarebbe anche il fatto che questi avrebbe provato più volte a dissuadere l’undicenne dal cominciare una relazione e che avrebbe ceduto soltanto davanti all’insistenza della minore. Gli incontri avvenivano regolarmente nella villetta al mare, tranne nel fine settimana, quando l’uomo tornava a casa dalla famiglia.

Stamane la notizia ha fatto velocemente il giro del web, scatenando un vero e proprio putiferio mediatico.