OCSE: BOCCIATA LA S(Q)UOLA ITALIANA

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Pubblicato su Alganews

di Francesca Lagatta

L’Ocse, l’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, boccia l’Italia. L’ultimo rapporto dell’ente internazionale con sede a Parigi che mette a confronto l’andamento politico e amministrativo dei 34 Stati membri, non dice, però, niente di nuovo. Scatta un’istantanea della sociatà italiana, della quale conosciamo, ormai, contraddizioni e assurdità.

Il rapporto ufficiale dice che i top manager della Pubblica Amministrazione guadagnano in media 650.00 euro, staccando di oltre 250 i secondi in classifica, triplicando addirittura la media Ocse; usiamo poco internet per metterci in contatto con gli enti pubblici e governativi, a differenza di altri Stati nei quali la percentuale sfiora il 50%. Peggio di noi solo il Cile, fermo al 7%. Dice, ancora, che spendiamo troppo per i servizi pubblici, nonostante la scarsità del servizio, e che spendiamo poco per l’educazione. I dati sull’istruzione, poi, rivelano la solita Italia divisa in due. Al nord, la preparazione matematica degli alunni quindicenni, sfiorano le percentuali più alte degli Stati ai primi posti in classifica.

 Al sud succede l’esatto contrario: il livello di preparazione, soprattutto in Calabria, eguaglia le percentuali degli Stati in coda, quali la Romania e la Bulgaria. Stessa situazione per l’andamento disciplinare. Gli alunni puntuali, che non arrivano mai in ritardo a scuola, sono quelli in Veneto, Trento, Bolzano, Emilia, Friuli, con una percentuale massima del 75%, contro il 59% del Lazio e il 54% della Calabria. Nell’ambito dell’assiduità a Bolzano si registra il record dell’80%; fanalino di coda per la Campania con il 37,7%. L’indagine rivela che soltanto il 28% degli Italiani ha fiducia nel Governo, contro il 40% della media Ocse, e una media inferiore di oltre quindici punti percentuale rispetto alla Francia, Germania e Gran Bretagna. Svizzera e Lussemburgo , invece, sono ai primi posti della classifica.

Rispettivamente il 77% e il 74% della popolazione si fida dei propri amministratori. L’Italia ripone poca fiduacia anche nel sistema giudiziario, 38% contro una media generale del 51%, e in quello sanitario, fermo a 55%, bel lontano dal 71% della media Ocse. Male anche l’età pensionabile, ancora troppo bassa, e i contratti di lavoro. Unica nota positiva è la fiducia nella polizia locale, attesta al 76% e superiore alla media. Insomma, cara Ocse, l’Italia ha sempre i soliti problemi, noti e ribaditi fino allo sfinimento, che nessuno si appresta a risolvere. È così dal 1861.