SANITÀ. PRAIA A MARE, I RETROSCENA DEL NUOVO MAMMOGRAFO

0
SANITÀ. PRAIA A MARE, I RETROSCENA DEL NUOVO MAMMOGRAFO

Pubblicato su Alganews, di Francesca Lagatta

Il nuovo macchinario verrà messo in funzione a partire dai prossimi giorni

Nella Casa della Salute di Praia a Mare (Cs), ieri si è tenuta la cerimonia la cerimonia di consegna del nuovo mammografo. Dalle istituzioni non sono mancati sorrisi, parole di speranze, il rinnovo di promesse mai mantenute, sottolineati, chiaramente, dall’impegno che ognuno di loro ha profuso per il raggiungimento di un obiettivo inimmaginabile. Ma le cose non stanno proprio così e la storia di come si è arrivati ad oggi, è tutt’altro che lodevole.

Tutto comincia il mese di ottobre dello scorso anno, quando una persona di nostra conoscenza, avendo prenotato una mammografia, si trova al cospetto dei radiologi e le dicono che lo strumento è rotto. Immediatamente si appresta ad informarci, ma quando usce dal reparto qualcuno la riconosce e viene invitata a sottoporsi all’esame (dichiarazioni rilasciate ai carabinieri). Chiaramente la donna rifiuta.

Ma il mammografo funziona oppure no? Cosa sta succedendo? Si vocifera da tempo che qualcuno voglia ridurre all’osso le prestazioni della Casa della Salute, per dimostrare che chiuderla sarebbe meglio che tenerla in vita in quelle condizioni. Così, i soliti maligni, tornano a parlare di favoritismi alle cliniche private della zona. Allora decidiamo di verificare personalmente.

Il mattino seguente ci presentiamo al Cup, il centro unico di prenotazione, e chiediamo di poter prenotare una mammografia, ma la signora dice anche a noi che lo strumento è rotto. Era proprio quello che volevamo sentirci dire. Allora andiamo nel reparto di radiologia dove mi sento rispondere la stessa cosa, senza che nessuno, però, abbia un documento che lo attestasse. Nessuno può farmi vedere niente.

Allora ci allontaniamo e ci dirigiamo in caserma, dove abbiamo presentato un esposto in caserma, non senza aver pubblicato la malefatta sulle nostre pagine facebook. Nel giro di mezz’ora tutti sapevano. A questo punto, quando ritorniamo con telecamere al seguito nel reparto di radiologia, ci mostrarono il registro delle prenotazioni senza proferire parola.

Il bollettino è tragico. Le prestazioni si effettuano a casaccio, a qualche donna sì, a qualche altra no. Chiaramente non è colpa dei tecnici radiologi, ma di chi ha dato loro queste precise disposizioni. Si mobilitano le forze dell’ordine, i medici, i dirigenti, scoppia la bufera, grazie alla quale qualcuno decide di fare un controllo generale. Quello che ne esce fuori ha dell’incredibile.

Il mammografo, usato a intermittenza, emana radiazioni oltre il limite consentito. La tac, che non funzionava dal mese di maggio, cioè da cinque mesi e mezzo, non è stata sostituita nonostante le segnalazioni del personale sanitario. La Risonanza Magnetica di ultimissima generazione, che secondo i documenti doveva essere stata messa già in funzione, nella realtà non c’è. Si scopre che il medico radiologo, unico e solo per l’intero reparto, non viene sostituito quando questi si assenta, e che ciò crea ritardi e disagi nelle prenotazioni e nell’espletamento degli esami ecografici.

Il dottor Antonio Lopez, capo dipartimento di radiologia sull’alto Tirreno, è costretto a reagire. Dismette immediatamente l’uso del mammografo malfunzionante e ne richiede uno nuovo, richiede la manutenzione per la tac e l’arrivo della risonanza. In più, invia un secondo medico radiologo in aiuto al primo. Qualche tempo, dall’Asp cosentina, ci viene detto, che per il mammografo non ci sono più fondi per l’acquisto, anche se quella destinata alla Casa della Salute praiese, che risultava già essere stata acquistata, è stata precedentemente inviata, per necessità, in un altro nosocomio.

Nonostante ciò, le associazioni del posto non si perdono d’animo.

Decidono di raccogliere i fondi da soli e di comprla con i loro sacrifici. In questo, sono stati fonamentali l’opera grandiosa del Comitato pro-ospedale, delle Associazioni “Roberta Lanzino” e “Sanita è vita”, che grazie all’aiuto di numerosi volontari hanno raggiunto la somma necessaria. Un contributo importante è arrivato anche dalla Provincia di Cosenza e dal gruppo Banca Carime.

Così ieri dopo tanti annunci e rinvii, eravano tutti in quella saletta di pochi metri quadrati. Presenti il direttore generale Pierlugi Scarpelli, i Sindaci e niente di meno, il Vescovo della nostra Diocesi. Ognuno a ritagliarsi la propria fetta di merito.

Clicca qui per seguire la pagina facebook La Lince e rimanere sempre aggiornato