POTREBBE ESSERE VIOLENZA SESSUALE

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Pubblicato su Alganews

di Francesca Lagatta

Un bacio di Giuda: può essere considerata tale l’effusione ormai nota di Nina De Chiffre, una delle manifestanti della protesta No Tav dello scorso 16 novembre, a un uomo delle forze dell’ordine.

Una foto circolata sul web la ritraeva mentre si apprestava a baciare con trasporto la visiera del casco di un poliziotto che la donna aveva stretto a sé. Il gesto sembrava essere un segno di distensione dopo i tafferugli che avevano visto coinvolti agenti e manifestanti e per questa la giovane milanese era divenuta il simbolo di pace della manifestazione.

Ma la De Chiffre, il giorno dopo, aveva rifiutato elogi e parole di encomio, svelando, invece, i retroscena di quello che a tutti gli effetti era stato un vero e proprio gesto di disprezzo nei confronti delle forze dell’ordine. Non c’era stato solo il bacio della foto da parte dell’attivista, ma anche manifestazioni esplicite a sfondo sessuale, attuate con la precisa intenzione di provocare una reazione del poliziotto, che però, non è arrivata. A supporto della teoria tutt’altro che pacifista, dal suo account facebook la giovane aveva definito i poliziotti “porci schifosi da appendere a testa in giù”. Dalle pagine di Repubblica aveva confessato di aver tenuto un simile atteggiamento per vendicare Marta, una ragazza che nel luglio scorso era stata molestata e picchiata dalla Polizia, senza che la magistratura riuscisse ad individuare i colpevoli.

Ed oggi si è diffusa la clamorosa notizia: Nina De Chiffre è stata denunciata per violenza sessuale e oltraggio a pubblico ufficiale da Franco Maccari, segretario generale del Coisp (il sindacato di polizia). L’autore della denuncia, pare non abbia mandato giù un comportamento così sfacciato e poco esemplare. Ai microfoni de “La Zanzara” ha ricordato, senza giri di parole, che baciare qualcuno senza il suo consenso è un reato: «Se fosse stato un poliziotto a baciare un manifestante a caso, sarebbe scoppiata la terza guerra mondiale».

La denuncia affonda le sue ragioni anche nel fatto che l’agente aveva dovuto subire un simile affronto senza avere la possibilità di reagire, come prevede il regolamento. Ed in effetti, che sia stato un uomo a subire le molestie di una donna, non sminuisce affatto la gravità del gesto.

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