SEB WHITE, STAR DELLA PUBBLICITÀ OLTRE IL PREGIUDIZIO

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Pubblicato su Alganews

Di Francesca Lagatta

«Col passare dei mesi abbiamo capito di aver davanti un individuo, non una sindrome o una serie di caratteristiche da libro di anatomia». Sono le parole di Caroline Playle, una madre che ha trovato la forza di reagire alla dolorosa scoperta della sindrome dalla quale era affetto il piccolo che portava in grembo: la sindrome di down.

Una condizione genetica causata dall’eccesso cromosomico della ventunesima coppia che troppe volte ancora fa rima con diversità e pregiudizi. Non per questa mamma, non per questo bimbo che, superate le perplessità iniziali e la paura di un futuro fatto di esclusioni ed emarginazioni, hanno trasformato la loro vita in una bella favola. Come sa fare solo chi non sa piangersi addosso.

È quanto è successo all’inglese Seb White, 5 anni, il più grande di tre fratellini, capelli biondi e grandi occhi blu. Segni particolari: straordinariamente bellissimo, e normale.

La sua mamma non si arrende al “nemico” (come lo chiama lei) e, in barba a tutti i ritardi con cui fare i conti, il piccolo Seb riesce a fare tutto quello che fanno i bimbi della sua età. Anzi, no, arriva oltre. La donna-guerriero apre una pagina facebook dove mostra a tutti che “essere diversi non significa essere meno meravigliosi” e lancia un appello affinché le agenzie pubblicitarie prendano il suo bambino per essere rappresentati e per rappresentare tutte le famiglie.

Una nota casa di abbigliamento per mamme e bambini non si lascia pregare, così, passato al vaglio di due servizi fotografici, il piccolo diventa il protagonista di uno spot. Ma non basta. Ad accorgersi della voglia di vivere dirompente di questo bimbo, ci pensa il marchio Marks & Spencer, colosso internazionale con all’attivo più di mille negozi sparsi per il mondo.

Seb, guance rosa e viso dolcissimo, presta la sua immagine per la campagna pubblicitaria della nota casa d’oltremanica ed esplode il successo: il piccolo diventa una star, cliccatissima sul web. Ma ancor di più la popolarità travolge questa madre che ha mandato letteralmente in frantumi stereotipi e pregiudizi che da sempre accompagnano chi è affetto dalla sindrome di down. Con la dimostrazione che non sono i numeri di cromosomi a fare le differenze, ma le persone.