FORZA SCHUMACHER, ADESSO LA GARA PIÙ IMPORTANTE

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Pubblicato su Alganews

di Francesca Lagatta

Michael Schumacher, il sette volte campione del mondo di Formula Uno, versa in gravi condizioni all’ospedale di Grenoble, in seguito all’incidente di cui è stato vittima ieri mattina, poco dopo le undici. Era in compagnia del figlio sulle pista innevata di Méribel, in Francia, quando è caduto rovisonamente dagli scii, battendo la testa su una roccia. Le ferite avevano interessato una vasta area del capo ma, in un primo momento, le sue condizioni di salute non avevano destato preoccupazioni, soprattutto quando era arrivato scosso ma cosciente all’ospedale di Grenoble. Immediatamente sottoposto ad un intervnto chirurgico, aveva poi subito una commozione cerebrale, che i medici, però, avevano definito come una reazione normale e passeggera. Nel tardo pomeriggio, invece, la situazione è drammaticamente precipitata.

I medici sono stati costretti a indurlo in coma farmacologico e ad abbassare la temperatura corporea a 34,5° per mettere a riposo le funzioni vitali ed evitare che il flusso sanguino comporti ulteriori danni al cervello. Stamane, è stato nuovamente operato e i medici, nella conferenza stampa delle undici, si sono detti piuttosto preoccupati commentando come critiche le condizioni di salute del campione iridato. L’ultimo bollettino medico parla di traumi, ematomi bilaterali e una lotta tra la vita e la morte che renderà decisive le prossime 48 ore. La moglie Corinna, al suo capezzale con i figli Gina Maria e Miki, è in preda alla disperazione.

A darle forza, sono gli amici di sempre, tra cui Jean Todt, fans e colleghi che in questi ore stanno riempiendo le pagine dei social network con messaggi di auguri di una pronta guarigione. E se Michael Schumacher è lo stesso campione che ha sfidato le logiche e leggi della fisca, che ha fatto sognare per anni milioni di tifosi, siamo certi che vincerà anche la gara più importante della sua vita. Come ogni volta che abbiamo temuto per la sua salute. Non è, infatti, la prima volta che deve far i conti con le conseguenze dell’alta velocità.

Nel luglio del 1999 nel Gran Premio di Silverstone, in Inghilterra, l’auto dell’allora ferrarista, andò a sbattere ad oltre duecento all’ora contro le barriere di protezione. I soccorsi furono ritardati dalle lamiere ridotte ad un groviglio. Ma allora, fortunatamente, si trattò “solo” di una frattura tibia e perone. Contro ogni previsione, tornò alle gare soltanto quattro mesi dopo. Dieci anni più tardi, questa volta su una due ruote, cadde battendo la testa, in un incidente spaventoso.

Riportò lievi traumi e micro fratture e anche allora se la cavò con pochi mesi di degenza. Poco più tardi tornò nuovamente a guidare le blasonate auto di Formula Uno nella scuderia della Mc Laren, fino al 2012, quando annunciò il suo ritiro dalle corse. Sembra quasi una beffa del destino, ora, saperlo esanime in un letto d’ospedale legato alla vita da una flebile speranza, uno che ha vissuto la sua vita a trecento all’ora.

No, Schumy, i campioni non mollano mai. E tu devi farcela anche questa volta. Regalaci la tua ennesima vittoria, la più bella di tutte.