ADDIO A PAOLO ONOFRI, PADRE DEL PICCOLO TOMMASO

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Pubblicato su Alganews

di Francesca Lagatta

Alla fine Paolo Onofri non ce l’ha fatta. Il papà del piccolo Tommaso era stato colto da infarto nell’agosto di sei anni fa e da allora si trovava ricoverato in stato di coma presso la clinica privata di Fontanello, nel Parmense, senza aver mai ripreso conoscenza.

L’uomo, al momento del malore,  si trovava a Folgaria, in Trentino, dove stava trascorrendo qualche giorno di vacanza in compagnia della moglie e del figlio maggiore, probabilmente per restituire alla famiglia quel barlume di serenità che due anni prima, precisamente il 2 marzo 2006, si era interrotta tragicamente con il rapimento del figlioletto di appena 18 mesi.

Da quel giorno i genitori di Tommy, così lo ribattezzò l’Italia intera, non ebbero più pace. Si dissero pronti a voler pagarne il riscatto, ma le speranze di poter abbracciare quel bimbo dagli occhioni azzurri, si spensero definitivamente un mese dopo, quando il corpicino senza vita fu ritrovato vicino agli argini del fiume Enza.

L’autore dell’efferato omicidio fu Mario Alessi, ex operaio di Paolo Onofri, già pregiudicato, poi condannato all’ergastolo, con la complicità di Antonella Conserva, sua convivente, condannata a 24 anni di carcere. Entrambi conoscevano bene la casa dalla quale sottrassero il piccolo a Casalbaroncolo e conoscevano bene le possibilità economiche della famiglia. Ma quello che doveva essere un becero tentativo di estorsione, si trasformò subito in tragedia. Ai due la situazione sfuggì di mano e il piccolo fu ucciso la sera stessa.

Il papà non si era mai ripreso, sprofondando prima in una grave depressione, poi nel coma irreversibile seguito all’arresto cardiaco. Fino a questa mattina, quando si è diffusa la notizia della morte.