INSULTI RAZZISTI, MORANDI LASCIA CARICA ONORARIA DEL BOLOGNA

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Pubblicato su Alganews

di Francesca Lagatta

Quello che è successo ieri nello stadio che ospitava la partita Bologna-Napoli, è intollerabile.

Poco prima del fischio d’inizio, per volere di Gianfranco Maranielli, napoletano di nascita ma bolognese di adozione, si diffonde nelle tribune la melodia di Caruso. L’indiscutibile capolavoro della musica italiana nel mondo, è opera, come è noto, del compianto Lucio Dalla, bolognese che ha dedicato alla città partenopea musiche e parole tra le più belle che siano mai state scritte. La canzone sarebbe dovuta essere motivo di aggregazione, di coesione, di abbattimento delle barriere mentali e territoriali. L’occasione giusta per sentirsi semplicemente, orgogliosamente Italiani.

E così sarebbe stato se non fosse che alcuni tifosi rossoblu (così li hanno definiti, ma io mi scuso con quelli veri) hanno cominciato a fischiare già alle prime note. Come se non bastasse, come se quei fischi non fossero già abbastanza vergognosi, hanno pensato bene di intonare a squarciagola uno sfottò il cui ritornello recitava: “Vesuvio, lavali col fuoco”.

A quel punto Caruso è stata interrotta per provare a smorzare gli animi. Ma anziché sdegnarsi e buttare fuori quei quattro giovanotti, il presidente del Bologna Guaraldi e l’allenatore Ballardini, hanno detto di non aver sentito nulla. Chissà, poi, se almeno hanno visto almeno lo striscione con la scritta a caratteri cubitali: “Sarà un piacere quando il Vesuvio farà il suo dovere”.