SONO UN DONNA, LA BATTAGLIA DI LAVINIA CONTRO I PREGIUDIZI

0
SONO UN DONNA, LA BATTAGLIA DI LAVINIA CONTRO I PREGIUDIZI

Pubblicato su Alganews

Nasce maschio ma diventa una splendida donna. La storia di Lavinia Cozzi

Lavinia Cozzi, 26 anni, segni particolari: bellissima. Questa è la prima cosa che dovete sapere di questa ragazza lucana, elegante e gentile. Ma di cose da sapere ce ne sono tante, a partire da quel coraggio esemplare che le ha fatto prendere in mano la sua vita senza tener conto di bigottismi e pregiudizi tipici del sud, e non solo. Lavinia nasce “maschio”, così le piace che io dica, ma si accorge ben presto che quel corpo non le appartiene. Perché, come mi spiega, cambiare sesso è una questione di identità, un’esigenza primordiale che nulla ha a che vedere con il proprio orientamento sessuale.

Decide di fare il grande passo dopo la maggiore età, tra un tacito consenso delle persone che aveva accanto e l’ostilità non proprio latente dalla sua famiglia. Senza ovviamente tralasciare vessazioni e offese da parte di chi proprio non riesce a capire che sotto ad un corpo, di qualsiasi conformità e di qualsiasi colore, c’è sempre e solo un’anima. Facile giudicare le vite degli altri, additare le scelte altrui, senza mai tener conto della sofferenza che implicano certe decisioni.

Il percorso che Lavinia è costretta a fare per diventare la donna che è oggi è lontano anni luce dagli eccessi e i lustrini che in maniera sommaria si attribuiscono alla vita di una transessuale: la famiglia che ad un certo punto ne prende quasi le distanze, la lontananza da casa, un corpo nuovo nel quale abituarsi e una vita da ricostruire pezzo per pezzo come se fosse nata per la seconda volta. Ma lei ha una caparbietà disarmante e di lasciarsi travolgere dagli episodi spiacevoli non ne ha la minima idea.

Trova un lavoro, riesce a provvedere a se stessa, intreccia relazioni importanti, poi decide che è arrivato il momento di tornare a casa sua, in quelle mura che l’hanno vista crescere e che conservano tutti i pianti e i dolori che ci sono voluti per diventare grande. Sua madre, senza esitare, l’accoglie con un abbraccio liberatorio. Ha capito prima di tutti che i sentimenti di sua figlia non sono mutati e che la creatura che aveva portato in grembo per nove mesi aveva cambiato aspetto, ma non il suo modo di amarla. Man mano che passano i giorni, attorno a lei pregiudizi e maldicenze lasciano posto ad ammirazione e accettazione. Nel paese che le diede i natali, Lauria, cittadina di qualche migliaio di abitanti in provincia di Potenza, diventa quasi un’eroina, il simbolo di quella libertà che tutti vorrebbero ma che in pochi riescono ad avere. Il suo dolore lascia spazio unicamente a quell’entusiasmo irrefrenabile che le fa amare la vita come pochi: «Vorrei essere eterna – dice di continuo, tirando un sospiro di sollievo -, la mia è una vita normale, vorrei poter fare tante altre cose».

Quando parla della sua storia è un libro aperto, non ha segreti. Le sue paure, le sue angosce, i suoi sogni li confessa come se stesse parlando alla sua coscienza. Vuole una famiglia prima o poi, dice che ciò che conta è l’amore che dai ad un figlio, non chi lo partorisce. Come darle torto, magari la pensassero così anche quei signori che tengono rinchiusi migliaia di bambini dentro le mura di un orfanotrofio mentre vanno alla ricerca della famiglia “normale” alla quale affidarli.

Le chiedo se si senta accettata, se sulla sua strada trovi ancora degli imbecilli che abbiano da ridire sulla condizione sessuale. Lei mi risponde che ad onor del vero non ricorda gravi episodi di razzismo o vessazioni, e che a qualche curioso che le rivolge delle domande risponde: «Sì, io sono trans e tu?». Questo giusto per essere chiari su quanto fiera e orgogliosa sia della sua scelta, che dice rifarebbe cento volte.

E a proposito della trasgressione, della vita immorale e fuori dai canoni che per sconosciute ragioni sarebbero imprescindibilmente riconducibili alle condotte dei transessuali, la verità me la racconta la sua amica d’infanzia: «Altroché, se è trasgressiva. Va matta per gnocchi e polpette». Dici niente, per una che ha un corpo statuario.

Guarda anche l’intervista video: LAVINIA COZZI, VI RACCONTO LA MIA VITA DA TRANSESSUALE

Clicca qui per seguire la pagina facebook La Lince e rimanere sempre aggiornato