SCRICCHIOLA LA STORIA D’AMORE TRA SCOPELLITI E LA CALABRIA

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SCRICCHIOLA LA STORIA D’AMORE TRA SCOPELLITI E LA CALABRIA

Pubblicato su Alganews

IL PRESIDENTE FORTEMENTE CONTESTATO DURANTE IL COMIZIO IN PIAZZA ITALIA A REGGIO CALABRIA

Giuseppe Scopelliti è un ragazzone alto, imponente, di 47 anni. La sua ascesa in politica è brillante e fulminea, tanto che nel 2002, a soli 36 anni, diventa il più giovane sindaco di Reggio Calabria. Con la sua elezione la città vive apparentemente uno dei suoi momenti d’oro e nel 2007, viene riconfermato alla guida della città. Ma già nel secondo mandato cominciano a venir fuori problemi di gestione e illazioni, a cui non badano però i calabresi, che nel 2010 lo eleggono Presidente della Regione, con il 57,76%, una delle percentuali più alte mai registrate, sbaragliando la concorrenza dell’uscente Agazio Loiero e dell’imprenditore antimafia Pippo Callipo. Da quel momento per la Calabria comincia uno dei periodi più neri della sua storia: non c’è un solo giorno che la stampa non riporti uno scandalo della giunta.

Ed ora pare finito l’idillio tra Scopelliti e la Calabria. I cittadini sono esausti, avviliti, ovunque nei social network si legge la volontà di mandare tutti a casa. Agli scandali si aggiungono le usanze del Presidente e del suo entourage: quella di comunicare poco e male, di stare troppo poco in mezzo alla gente e di imporre le decisioni senza tener conto delle esigenze dei calabresi.

Tante volte negli ultimi quattro anni  voci di corridoio volevano la giunta regionale ormai al tracollo. Di motivi ce ne sarebbero stati: dalle aule di tribunale ad ogni angolo di questa regione, la riluttanza verso questa amministrazione è sempre più palese. Come è successo ieri sera in Piazza Italia, nella città di Reggio Calabria.

Occasione ghiotta quella di ieri, un comizio pubblico tenuto da Scopelliti, per esprimere un dissenso che ogni giorno prende sempre più  forma. La piazza è gremita, il Presidente ringrazia, ma ci mette poco a scoprire che, in realtà, i più sono accorsi per contestarlo. Un video di Lucio Musolino, pubblicato da Il Fatto Quotidiano, non lascia spazio all’immaginazione: Reggio Calabria, grillini contestano Scopelliti a comizio e vengono aggrediti da militanti Ncd.

Passano pochi secondi, i fischi e le contestazioni costringono Scopelliti ad interrompere quel monologo che aveva appena cominciato. Un ragazzo in prossimità del palco, tra un “buffone”, un “vergogna” e altri epiteti  politicamente scorretti, urla tutta la rabbia verso quegli uomini dai quali non si sente per nulla rappresentato. «La cosa assurda – dice  poi alle telecamere – è che c’è gente che continua a mostrarsi ancora dalla sua parte anziché indignarsi». La piazza è ormai fuori controllo. Le offese pesanti urlate a squarciagola rendono del tutto impossibile continuare.

Per tutta risposta, il senatore Nicola D’Ascola, dal palco commenta così quello che sta accadendo davanti ai suoi occhi: «Bisogna trattare con la forza questo argomento, e vi assicuro che io non ho nessuna remora, nessuna perplessità, nessun timore di chiamare cretini coloro i quali non sono nemmeno capaci di affrontare un dibattito perché per loro è vietato ogni ragionamento». Ancora meno tollerante è il Presidente stesso che, visibilmente imbarazzato, intima ai contestatori di sgomberare la piazza: «Venite qui ad insultare, ma andate via, buffoni tutti che state nelle strade, nelle piazze, vergognatevi».

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Nella frame tratta dal video, Peppe Agliano discute animatamente con due contestatori

Intanto sostenitori e amici cercano con ogni mezzo di placare gli animi dei dissidenti. È il caso di Giuseppe Agliano, ex assessore comunale di Reggio che, con modi non proprio democratici, impedisce ad un uomo di fischiare: «Questa è casa mia per il momento, vai a fischiare da un’altra parte (…) l’ho pagata la piazza, vuoi vedere l’autorizzazione?».

Poco più di tre minuti, dunque, che sono l’emblema del malcontento e della rabbia che si respirano in ogni angolo di questa regione.