Olimpiadi di Sochi: a Luxuria la medaglia d'oro del coraggio

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Olimpiadi di Sochi: a Luxuria la medaglia d'oro del coraggio

Pubblicato su Alganews
L’identità di genere è una questione molto più profonda, che va al di là della conformazione degli organi genitali e delle preferenze sessuali.
Vladimir Luxuria, al secolo Vladimiro Guadagno, di questo ne è stata sempre una agguerrita testimone. Politica, scrittrice, attrice e attivista, è stata la prima transgender ad essere eletta in un Parlamento europeo. Eppure,  nonostante gli innumerevoli tentativi , la sua permanenza tra i banchi del potere  non è riuscita a smuovere leggi e parlamentari convincendoli di riconoscere a lei e ad altre migliaia di transessuali il ruolo femminile che occupano nella società.  Per lo Stato Italiano risulta essere ancora un uomo, ma per questa donna forte e coraggiosa, pare essere la sua ultima preoccupazione. Va avanti dritta e spedita come un treno, nonostante le minacce e le vessazioni subite nel corso degli anni, e siamo certi che non si fermerà neppure dopo la brutta esperienza di ieri di cui si è resa involontaria protagonista.
La trasmissione televisiva “Le Iene” l’aveva ingaggiata per un servizio durante le Olimpiadi di Sochi, proprio in virtù del gran polverone mediatico che avevano suscitato le leggi di Putin contro l’omosessualità e per le restrizioni attuate durante la preparazione dell’evento sportivo.
Nonostante i divieti, Luxuria ha voluto lasciare anche qui la sua impronta di protesta sventolando una bandiera con lo slogan “gay è ok”,  certa che il suo gesto avrebbe portato scompiglio e sarebbe riuscito a riportare l’attenzione su quelle leggi antidemocratiche. Detto, fatto. La polizia l’arresta “in flagranza di reato” e la notizia ci mette il tempo di un click a fare il giro del mondo.
In un primo momento si è fortemente temuto per la sua incolumità. La preoccupazione maggiore era stata suscitata da alcune indiscrezioni che volevano l’attivista rinchiusa in una cella a subire maltrattamenti da parte della polizia; uno fra tutti, una fastidiosissima lampada neon sparata in volto.
La tensione era alle stelle, ma fortunatamente stavolta le istituzioni non hanno perso tempo ad attivarsi per il rilascio. Già nelle prime ore di oggi, il consolato italiano aveva smentito categoricamente le illazioni sui maltrattamenti e si apprestava a parlare di imminente liberazione, confermata poche ora più tardi da persone vicino all’impavida contestatrice.
La Russia, invece, ha fatto sapere che il motivo della prolungata permanenza nella locale stazione di polizia è da imputare esclusivamente all’assenza momentanea di un traduttore che aiutasse gli agenti nella risoluzione del caso.