PASSIONE DI CRISTO / Verbicaro, andrà in scena questa sera il rito dei battenti

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PASSIONE DI CRISTO / Verbicaro, andrà in scena questa sera il rito dei “battenti”

Pubblicato su Notia

Il rito della flagellazione nel giovedì santo continua ad attirare una folla di curiosi

Verbicaro (Cs) – Il rito di flagellazione dei battenti, si svolge nella notte del Giovedì Santo nella cittadina di Verbicaro (Cs) ed è un evento che unisce la cultura della fede alla cultura popolare. Data la singolare ritualità, negli anni addietro ha rischiato di estinguersi più volte, ma col passare del tempo ha ottenuto un riscontro di pubblico tale da convincere gli organizzatori ad inscenare puntualmente la Passione di Cristo, tanto che ad oggi è considerato uno degli eventi più importanti della Calabria.

Il rito vero e proprio ha inizio intorno alle 22.00, quando i dieci battenti, avvicendatisi nel corso del tempo con inaspettati addii e graditi ritorni, si radunano in un “catojo” (cantina) ubicato nel centro storico. Qui simulano l’ultima cena, consumando prodotti tipici del posto e annaffiando il tutto con del buon vino. Solo pochi amici possono partecipare al pasto conviviale e solo dopo aver finito si lasciano affluire i curiosi e gli studiosi, talvolta accorsi da lontano. Poi, intorno alla mezzanotte, i flagellanti, rigorosamente vestiti di rosso, cominciano a schiaffeggiarsi le gambe per consentire un maggiore afflusso di sangue, in modo tale che dopo essersi feriti con il “cardiddhi”, ovvero un pezzo di sughero intagliato di schegge di vetro, il sangue confluirà regolare e copioso.

Si percorrono per tre volte le strade cittadine, mentre di tanto in tanto amici e parenti gettano del vino sulle ferite affinché possano disinfettarsi. Nell’aria si sente forte l’odore acre, il volto di quegli uomini è pallido e sofferente, e il loro passaggio, inevitabilmente, lascia dietro di sé una scia rossa intrisa di dolore e devozione. Procedono con passo svelto nonostante la stanchezza, effettuano delle piccole soste solo quando, giunti sul sagrato delle chiese, si chinano per segnarle col sangue.

La Via Crucis finisce al raggiungimento della fontana vecchia, una volta lavatoio pubblico, dove laveranno le ferite con l’acqua fresca e proveranno a contrastare la fuoriuscita di sostanza ematica. Poi battenti e fedeli si ritrovano ancora nella cantina per condividere i resti della cena avanzata due ore prima, principalmente per rifocillarsi e riprendere le forze che quasi vengono a mancare, tanta è la fatica.
Poco più tardi, rimessi gli abiti ordinari, i flagellati si recheranno sull’altare della chiesa di San Giuseppe, dove resteranno in ginocchio e raccolti in preghiera per tutta la durata della funzione.

Nella parrocchia vengono adagiate numerose ceste in vimini contenenti del grano offerto dai contadini, in segno di devozione al Cristo morto o all’Addolorata. Ogni cesta è ornata con panni neri in segno di lutto, ma anche con nastrini, merletti, fiori che richiamano invece alla Resurrezione. E ognuna di loro è contraddistinta da un’immaginetta di Cristo o della Vergine.

I riti di flagellazione rimandano ai riti sacrificali e penitenziali arcaici, che sono strettamente collegati a pratiche devozionali per la mortificazione della carne e il temperamento dello spirito. Ragion per cui, i motivi che spingono a “battersi” sono principalmente due: il voto per grazia ricevuta e il legame ad una forte e singolare tradizione che la comunità verbicarese vuole conservare e tramandare per la sua comunità.