Annullato il decreto della riconversione dell’ex ospedale praiese: parla l’avvocato Spataro

L'ex ospedale civile di Praia a Mare nella foto) era stato riconvertito in casa della salute il 1° aprile 2012

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Annullato il decreto della riconversione dell’ex ospedale praiese: parla l’avvocato Spataro

La sentenza d’appello del Consiglio di Stato ha annullato il decreto dell’ottobre del 2010 che ha costretto alla riconversione in casa della salute l’ex ospedale civile di Praia a Mare. Qualche giorno fa la notizia era stata accolta con enorme entusiasmo dai cittadini dell’alto Tirreno cosentino, i quali, però, hanno erroneamente interpretato l’annullamento di tale decreto come un ordine immediato di riaprire il nosocomio praiese. In realtà, la questione è tutt’altro che risolta. Benché la sentenza abbia concretamente riacceso le speranze, bisogna che gli amministratori locali trovino supporto dagli amministratori regionali, ai quali spetta sempre l’ultima parola in ambito di sanità. E a giudicare dalle dure battaglie degli anni scorsi, da una situazione politica lenta e incerta e una nomina di un Commissario ad Acta che tarda ad arrivare, la sentenza favorevole del Consiglio di Stato va intesa più come un punto di partenza che come un punto di arrivo di una flebile, ma importante, vittoria processuale.

Per capire meglio e fugare ogni dubbio, abbiamo chiesto delucidazioni in merito all’avvocato Giovanni Spataro, il legale cosentino al quale l’allora sindaco del comune di Praia a Mare, Carlo Lomonaco, e il collega del Comune tortorese, Pasquale Lamboglia, avevano affidato l’arduo compito di opporsi all’ attuazione della riconversione in casa della salute. In prima istanza, infatti, il ricorso fu rigettato e rispedito ai mittenti, i quali decisero per Consiglio di Stato. Ma anche quando c’è stato il cambio di guardia, i nuovi amministratori comunali guidati da Antonio Praticò, con la medesima caparbietà dei colleghi che li avevano preceduti, hanno perseguito il riconoscimento del diritto alla salute a suon di arringhe nelle aule di tribunale.

 

Avvocato, come si è arrivati alla clamorosa sentenza?

«E’ stato un contenzioso lungo e faticoso anche per via delle argomentazioni estremamente complesse. Il Tar Calabria ha ritenuto di rigettare il ricorso, ma le amministrazioni comunali, in maniera caparbia e tenendo conto delle esigenze della popolazione, hanno ritenuto giusto appellarsi al Consiglio di Stato, il quale ha detto in modo chiaro che il Commissario debba rivedere, debba riordinare la rete ospedaliera tenendo conto di ciò che è contenuto nella sentenza».

Quali sono state le motivazioni che hanno spinto il consiglio di Stato ad annullare il decreto?

«La popolazione del comprensorio in estate supera le 500.000 unità, e gli ospedali più vicini, Cetraro e Paola, non solo hanno chiaramente difficoltà nel gestire un eccessivo numero di pazienti, ma in alcune condizioni sono addirittura difficilmente raggiungibili, come in caso di avversità temporali o di traffico intenso. La struttura di Lagonegro risulta la più gettonata perché la si raggiunge in minor tempo ma è in provincia di Potenza. A questo punto la sentenza è importante perché ribadisce che il rispetto dei Lea (i livelli esistenziali di assistenza) nella zona dell’Alto Tirreno cosentino non debbano dipendere da scelte di programmazione sanitaria di competenza del servizio sanitario della Regione Basilicata».

A questo punto la Regione Calabria come dovrà accogliere la sentenza?

«Sotto questo profilo, credo che la via obbligata per la giunta commissariale sia quella di rivedere le determinazioni assunte in considerazione dell’annullamento del decreto n° 18 del 2010 e il consequenziale annullamento del riordino della rete ospedaliera effettuato col decreto n°106 dello stesso anno. Però adesso necessiterà sedersi ad un tavolo e far sentire la propria voce affinché si possa pensare alla riapertura di una struttura ospedaliera che sia consona alle esigenze del territorio e dei comuni».

Per l’ospedale di Trebisacce, che come quello di Praia a Mare è un ospedale di confine, è stata intrapresa la stessa azione legale?

«Sì, sta seguendo l’iter un mio collega, altrettanto valido, anche se per il momento non è arrivato nessun esito in merito alla vicenda. Ieri ho ricevuto la telefonata del Sindaco il quale, oltre a complimentarsi, ha voluto capire quali fossero gli elementi che hanno indotto il consiglio di Stato a darci ragione. L’augurio, comunque, è che presto anche per l’ospedale di Trebisacce possa essere fatta giustizia»