Da FAN PAGE / Libertà di informazione: Musolino siamo tutti con te

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Da Fan Page (leggi l’articolo originale), 19 giugno 2014

Di Leonardo Lasala

Lucio Musolino , giornalista poco più che trentenne de “Il Fatto Quotidiano” è oggetto di minacce da parte della malavita ed intimidazioni della politica. Su Facebook nasce una pagina a sostegno del cronista e della libertà di informazione che dimostra come le persone perbene siano determinate a reagire ai soprusi del malaffare.

La libertà di informazione è tra le fondamenta della democrazia e libertà di un Paese.  Esistono addirittura indicatori nati per misurare lo sviluppo di una società in base alla capacità di espressione del libero pensiero. Qualche anno fa fece scalpore un posizionamento non proprio ottimale del nostro Paese, non rientrante nelle prime 50 realtà al mondo, a cui sia riconosciuta la tutela della libertà di stampa. Ma cosa è oggi in Italia la libera informazione? In assenza di editori puri, con un controllo sempre più pressante della politica ed in parte anche della magistratura, l’unica anima realmente libera resta quella del cronista. Per uno strano gioco di equilibri, quanto più il giornalista è libero, tanto più è solo, esposto agli eventi ed alle ripercussioni di quella fetta della società, civile e politica, che vorrebbe mettere a tacere penne e microfoni scomodi.

Nell’immaginario collettivo la libertà di pensiero è da collegarsi a giornalisti esperti,  con alle spalle 30 o più anni di carriera. Un grande direttore può essere un uomo libero. Un editorialista senza peli sulla lingua e dal valore professionale universale. Eppure da Siani in avanti si assiste sempre più ad una lunga serie di giovani cronisti che scelgono di vivere contro un sistema non limpido, la cui unica forma di dialogo è il tentativo di prevaricazione. E’ questo il caso del collega Lucio Musolino, giornalista professionista calabrese,  poco più che trentenne e già passato alle cronache per una serie di minacce da parte della malavita e della politica. Cosa spinge un ragazzo a dare una piega così complicata al proprio quotidiano? Fondamentalmente potrebbe fare il proprio lavoro “evitando” commenti scomodi, inchieste esaltanti e soprattutto dimenticando come il vero cronista abbia nello studio dei documenti e nella capacità di ascoltare le voci della strada, un’arma molto più pericolosa di qualche semiautomatica. Musolino è però testardo. Sa che per cambiare qualcosa bisogna radicalmente invertire anche il modo di fare cronaca. Basta servilismi, nessun rispetto per personaggi autorevoli quando le prove di colpevolezza sono oggettive e chiare. E’ così che si cambia il mondo. E’ questo ciò che potrebbe cambiare questo Paese incapace di una reale svolta che non sia quella delle promesse elettorali.

Sin qui la storia di un cronista “anti sistema” che rischia la vita e che persevera forte del proprio credo. A differenza di quanto accaduto con Siani ed altri martiri… Musolino non è solo. La Calabria è una terra passionale ed i giovani hanno già dimostrato in questi anni di non sopportare angherie e soprusi.  Nasce così una pagina Facebook,  che in pochissimi giorni accoglie centinaia di persone pronte ad affiancare Musolino nella sua battaglia. Ideatrice dell’iniziativa una cronista che con Musolino ha in comune due “pezzetti” della propria storia: la difesa dei diritti civili e la ferma convinzione che soltanto un’informazione libera e trasparente può indurre le persone ad una rivoluzione silenziosa in grado di cambiare il quotidiano.  Il riferimento è per Francesca Lagatta,  blogger e cronista non ancora trentenne, che da Praia a Mare ha fatto già tremare con i suoi approfondimenti e le sue battaglie civili , le sfere più alte della politica locale e nazionale.

Cosa farà ora la malavita? Eliminerà Musolino e tutte le migliaia di persone che seguono il giornalista quotidianamente? Ed immediatamente dopo quale sarà il passo della politica ? Delegittimare Francesca Lagatta, riportando in auge il concetto di omertà nell’informazione e di vassallaggio nei confronti del potente di turno?  Ecco che due menti, giovani e brillanti, mettono in crisi un intero sistema di malaffare, basato sul non vedo e non sento e sulla complicità silenziosa di altrettanti giornalisti incapaci di sostenere il Musolino di turno.  La riprova di tutto ciò è l’assenza di prese di posizione significative di rappresentanti della categoria, molto attenti a casi mediatici e troppo poco precisi su bottiglie di benzina ritrovate nella veranda di casa Musolino come chiaro gesto di intimidazione.

Ora l’unico modo affinché le persone perbene abbiano il sopravvento sul malaffare è sostenere apertamente Lucio Musolino. Come? Con il sistema di visibilità individuato da Francesca Lagatta ossia partecipando alla pagina Io sto con Lucio Musolino. No il bavaglio all’informazione.

Perché sostenere Musolino? La risposta è semplice: non farlo significa essere complici di chi vorrebbe la Calabria e l’Italia silenti e sottomesse.  Perché abbiamo già compromesso il presente e rischiamo di rendere spoglio anche il futuro.  Perché i nostri figli meritano di più.  Io sto con Lucio Musolino… e voi?