CALABRIA, PAPA FRANCESCO: “I MAFIOSI VANNO SCOMUNICATI ”

0
CALABRIA, PAPA FRANCESCO: “I MAFIOSI VANNO SCOMUNICATI ”

Pubblicato su Alganews

FRASE SHOCK DEL PAPA DURANTE LA VISITA A SIBARI

10429238_757349124287777_5928134057921787900_nLa visita in Calabria di Papa Francesco è stato uno degli eventi più attesi degli ultimi tempi che sicuramente non ha deluso le aspettative di quanti speravano di vivere una bella pagina di storia: «Gli ‘ndranghetisti devono essere scomunicati». I mafiosi vanno scomunicati perché sono il male. Questo il monito del Papa urlato dal palco, parole che ha fatto tremare la terra tutta intorno e che non hanno deluso i quasi 300mila tra fedeli e curiosi giunti per l’occasione.

L’organizzazione ha lasciato trapelare, però, che da queste parti non siamo abituati ad incontri del genere: c’era un po’ di confusione nei padiglioni allestiti e, ad ogni gruppo di persone che si apprestava a prendere posto, i volontari hanno dovuto sopportare lamentele e parole grosse uscite dalle bocche degli spazientiti, come quando, ad esempio, ci si è accorti che ai sacerdoti erano stati assegnati i posti a sedere in prossimità del palco, mentre ai disabili quelli in fondo e senza sedie. Ma, alla fine, è bastato minacciare l’intervento della Polizia per ripristinare la normalità e ricevere le scuse dagli organizzatori.

Poi, intorno all’una di pomeriggio, un banale episodio aveva fatto temere il peggio. Quando tutti erano1524731_757348630954493_224368219340639390_n impegnati ad intonare canti religiosi in attesa della santa messa, un’enorme nube di fumo nero, poco al di fuori dell’area designata all’evento, aveva scatenato il panico: impossibile non pensare ad un attentato in una giornata come quella di ieri. Ma solo pochi minuti più tardi si è potuto tirare un sospiro di sollievo, quando il rogo si è rivelato un incendio senza feriti domato prontamente dai vigili del fuoco.

Qualche ora dopo, l’arrivo del Papa, dopo la visita a Cassano allo Ionio, viene accolto da una folla entusiasta. Le persone sono accorse per lui da ogni angolo d’Italia, composte, e così tante e composte da sembrare puntini. Ad interrompere il religioso silenzio, sono state unicamente le parole, storiche, del Papa: «La ‘ndrangheta è il male, gli ‘ndranghetisti devono essere scomunicati».

Verrà ricordata indubbiamente per questa frase la visita calabrese di Papa Francesco, perché non lo aveva mai detto nessuno, perché lo ha detto in una terra estremamente ostile e soprattutto perché non 10420179_757343834288306_8201617527371897785_nera previsto: il testo da leggere ai fedeli, consegnato per ragioni di sicurezza il giorno precedente, non conteneva le parole ‘ndrangheta e mafia. Ma i presenti hanno risposto a quelle parole con applausi scroscianti e pianti di commozione. Perché questa terra aveva bisogno di quello che è successo ieri, aveva bisogno di un Papa che si facesse beffa dei mafiosi, che gridasse liberamente che la mafia è un male da estirpare e che gridasse ancora più forte ai giovani che aveva di fronte a sé di non lasciarsi rubare i sogni, mai, nemmeno in una terra tanto bella quanto malata, dove accade pure che dei malviventi senza pietà e senza ragione trivellano il corpicino di un bimbo di appena tre anni per regolare i conti tra ‘ndrine.

E questo non lo tolleriamo più, non possiamo più permetterlo. Abbiamo sete di giustizia noi calabresi, noi, che per colpa di pochi incivili siamo costretti a sopportare un marchio che non ci appartiene, che non ci rappresenta e che stiamo cercando con tutte le forze di scucirci di dosso, nonostante la paura che ancora adesso attanaglia gli abitanti di questi luoghi.

Subito dopo l’annuncio shock, infatti, siamo andati in giro con una telecamera per raccogliere i commenti a caldo. A chiunque è stato chiesto, si è detto sbalordito e favorevole all’esternazione del Papa, ma quando è stato il momento di registrarne la testimonianza nessuno ha osato10491275_757342737621749_1920413697050101847_n pronunciare quel nome, ‘ndrangheta, e in tanti si sono addirittura rifiutati di rispondere.

Allora necessita che alle parole del Papa seguano fatti concreti: l’intervento della magistratura, il rifiuto dei cittadini di piegarsi al sistema mafioso, occorre liberare la politica da certi nomi e certi scandali. Ma soprattutto, bisogna sollecitare e sostenere l’attività dei giornalisti onesti, bisogna difenderli dai vili tentativi di metterli a tacere.

Intorno alle sei e mezza del pomeriggio, l’aereo del Santo Padre spicca il volo lasciando sotto di sé una folla commossa, ma soprattutto convinta che la sua venuta sia davvero servita in qualche modo per ricominciare a scrivere una nuova pagina di storia sulla Calabria e i calabresi.

E tra la folla c’erano anche tanti bambini. Che non meritano di essere delusi.