OPPIDO MAMERTINA, AGGREDITO LUCIO MUSOLINO

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OPPIDO MAMERTINA, AGGREDITO LUCIO MUSOLINO

Pubblicato su Notia

IL GIORNALISTA DEL FATTO QUOTIDIANO AGGREDITO E MINACCIATO DAI FEDELI

Aggredito Lucio Musolino. Lo scorso 2 luglio ad Oppido Mamertina, nel Reggino, durante la tradizionale processione in onore della Madonna delle Grazie, un gesto piuttosto equivoco, aveva destato le ire del maresciallo dei Carabinieri Andrea Marino e due suoi uomini, i quali avevano abbandonato il corteo spiegando chiaramente i motivi del loro disappunto. Secondo la versione degli agenti dell’Arma, qualcuno aveva comandato la sosta della statua della Vergine in segno di riverenza davanti la casa dell’ergastolano 82enne Giuseppe Mazzagatti (detenuto in regime di arresti domiciliari per motivi di salute), alla presenza di tutte le autorità civili e religiose del luogo (leggi la storia: A OPPIDO LA MADONNA SI INCHINA A GIUSEPPE MAZZAGATTI).

Gli uomini in divisa hanno poi formulato un’informativa inviata anche alla Dda di Reggio Calabria contenente le immagini girate in un video amatoriale che attesterebbero l’accaduto. La notizia però, è trapelata soltanto nelle ultime ore, provocando l’indignazione e lo sgomento generale.

Musolino allontanato dai fedeli. Così, giornalista de Il Fatto Quotidiano, Lucio Musolino, si è recato ad Oppido per raccogliere le testimonianze degli abitanti ed incontrare il parroco. Ma una volta giunto sul sagrato della chiesa, nella quale era in corso la consueta messa pomeridiana, ha dovuto fare i conti il comportamento poco ortodosso dei fedeli. Dopo alcuni istanti, quando i signori presenti si sono accorti della presenza del giornalista, pare siano piovuti insulti, minacce, spintoni e gestacci. Ma quel che è peggio è che il parroco, interrompendo l’omelia, avrebbe addirittura intimato di prenderlo «a schiaffi».

Ed ora, davanti all’ennesimo dramma di una terra in cui la ‘ndrangheta continua ad avere difensori ed ossequiosi, ci si interroga ma non si trova risposta. Ci si chiede che cosa rappresenti la religiosità per quelle persone e per quell’uomo che indossa la tunica talare, che aggrediscono e minacciano un giovane trentenne solo perché sta facendo il suo lavoro; ci si chiede se veramente questa terra è vittima della ‘ndrangheta o ne è complice, e soprattutto ci si interroga sul perché un uomo debba rischiare la propria la pelle per poter esercitare un diritto sancito dalla Costituzione Italiana, il diritto di cronaca, senza avere un’adeguata tutela.

Non è la prima volta che Lucio Musolino rischia la vita (leggi la storia: BAVAGLIO ALL’INFORMAZIONE. IL WEB SI MOBILITA PER LUCIO MUSOLINO. Quattro anni fa, infatti, degli sconosciuti entrarono entro le mura della sua proprietà, e lasciarono un biglietto minaccioso, accompagnato da una tanica di benzina. Quegli uomini non sono mai stai presi, e per quel vile gesto, dunque, ad oggi non esiste un colpevole. Nonostante ciò, il giornalista reggino dalla penna affilata, ha continuato imperterrito a raccontare di cosche, malavitosi e malaffari. E sicuramente continuerà a farlo anche dopo l’episodio di ieri, perché quando si è moralmente alti, informare diventa un dovere improrogabile, a tal punto che la paura non la senti neanche più e l’unico pericolo con cui fare i conti è il troppo coraggio che a volte diventa incoscienza.

Ecco il video girato dallo stesso Lucio Musolino per Il Fatto Quotidiano

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