PROBLEMI DI PRENOTAZIONE AL CAPT DI PRAIA A MARE

0

Pubblicato su L’Ora Siamo Noi

Di Francesca Lagatta

Che in Calabria la sanità funzioni poco e male non è certo una novità. Ma ogni volta che a tornare al centro della bufera è l’ex ospedale di Praia a Mare, la notizia indigna sempre un po’ di più. Perché su di esso gravano accuse e denunce rimaste per lo più inascoltate, nonostante a parlarne siano state tutte le maggiori testate giornalistiche nazionali.

Dopo le assurde vicende seguite alla riconversione dell’aprile 2012 e fedelmente riportate dai cronisti del luogo, nelle scorse settimane erano giunte numerose segnalazioni circa il mal funzionamento dei servizi erogati al Cup, ovvero al centro prenotazioni, nonostante l’impegno delle addette ai lavori, rimaste sole a fronteggiare uno spropositato numero di richieste. A volte, infatti, risulta impossibile prenotare alcune visite ambulatoriali, la linea che gestisce il servizio è lenta, troppo, e la cosa si ripete di continuo, senza che nessuno possa porre rimedio.

Nei giorni scorsi uno dei rappresentanti delle tante associazioni civiche che vigilano sull’andamento della struttura sanitaria, si reca a controllare cosa succede entro quelle mura, ma addentrarsi nei labirinti della sanità, si sa, alimenta sospetti già noti. Alcune fonti parlano di episodi ambigui e di vecchie usanze non ancora dimenticate. Tutto da provare, sia ben chiaro, ma tra le tanti voci che si rincorrono di corridoio in corridoio, ce ne sono alcune anche gravi, tanto che ogni cosa è stata prontamente riferita a chi di dovere.

Ciò che pare immediatamente trovare riscontro nella realtà è il problema delle prenotazioni. La conferma arriva direttamente dalla direttrice del Capt, la dottoressa Giuliana Bernaudo, la quale riferisce che il server centrale è rallentato da un’intensa attività dei computer ad esso collegato, e che per tale motivo, nei giorni scorsi, si è tenuta una riunione per discutere il problema. Che, pare, verrà risolto nel più breve tempo possibile.

Al di là di tutte le altre problematiche, continuano a preoccupare anche le condizioni della pista destinata all’atterraggio dell’elisoccorso. Il piano di rientro sanitario regionale prevedeva che in seguito alla riconversione, questa doveva essere resa utilizzabile di giorno e di notte grazie ad un impianto di illuminazione, e resa conforme a tutte le norme di sicurezza. Cosa mai avvenuta.
Intanto i legali che nel maggio scorso hanno ottenuto l’annullamento degli atti della riconversione sono sul piede di guerra. In seguito al silenzio mantenuto dalla Regione sulla sentenza del Consiglio di Stato, autorizzati dai sindaci Antonio Praticò e Pasquale Lamboglia, sono intenzionati a procedere in ogni direzione possibile affinché la sentenza, esecutiva e inoppugnabile, venga messa in atto.

Della stessa idea sono i comitati e le associazioni a difesa dell’ex ospedale che, qualche giorno fa, hanno annunciato l’ennesimo incontro atto a ricercare nuove possibili soluzioni alla luce degli ultimi eventi, tra i quali, la gradita nomina del nuovo commissario ad Acta , che da sub commissario della gestione Scopelliti, si autosospese per le inconciliabili divergenze sulla questione sanità.

Il tutto mentre il numero delle prestazioni registrate presso la casa della salute indicano, una volta di più, che quell’ospedale non doveva essere chiuso.