ALTO TIRRENO. SE LA DISTRIBUZIONE ALIMENTARE CREA INCIVILTÀ

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Pubblicato su L’Ora Siamo Noi

Di Francesca Lagatta

Una benefica distribuzione alimentare che diventa l’emblema dell’inciviltà e, sicuramente, della povertà che regnano nei territori dell’alto Tirreno cosentino. E’ quanto è successo lunedì scorso a Tortora, al confine con la Basilicata, quando in un batter d’occhio si è diffusa la voce che un’associazione stava distribuendo gratuitamente delle cassette di frutta.

All’inizio le solite illazioni avevano rallentato l’operazione: “La frutta proviene dalla Terra dei Fuochi”, aveva sentenziato qualcuno, come se la frutta inquinata fosse solo quella coltivata in Irpinia. Ma subito dopo, a fugare ogni dubbio, ci ha pensato Salvatore Mancuso, che, a nome dell’associazione Betesda, ha fatto sapere che quelle cassette di frutta erano la conseguenza del blocco dell’espatrio in Russia da parte dell’Unione Europea, in seguito alla crisi ucraina. Il Ministero, quindi, ha ordinato che la frutta venisse consegnata alle associazioni benefiche piuttosto che portarla al macero.

A quel punto nei comuni limitrofi è cominciata una vera e propria caccia di cassette colme di pere e susine,  al punto da provocare il blocco del traffico sulla SS18. Duemila famiglie, dicono dall’associazione, sono giunte immediatamente nei pressi dei magazzini che custodivano la merce. Ma qui, nonostante le buone intenzioni, si sono consumati episodi disdicevoli che hanno reso necessario l’intervento dei Carabinieri della locale stazione. Non sono mancati, infatti, momenti di tensione durante l’attesa nella lunga fila. Inoltre, i soliti furbetti hanno tentato di accaparrarsi più della razione dovuta, ricorrendo anche a repentini cambi d’abito nella speranza di non essere riconosciuti, mentre altri hanno letteralmente tentato di rubare la frutta prelevandola dalle cassette adiacenti.

Una refurtiva dal valore di una ventina di euro circa, per la quale, evidentemente, qualcuno ha ritenuto valesse la pena correre il rischio di beccarsi una denuncia o di fare una figuraccia. E come se non bastasse, le altre associazioni hanno rivendicato il diritto di far pervenire la merce alle persone più bisognose, puntando il dito contro chi ha osato usufruire di cotanta grazia pur non avendone necessità.

Ma dato il successo dell’operazione, comunque, coloro che sono rimasti a secco o che hanno pensato di aver ricevuto meno del dovuto, non si perdano d’animo: nuove cassette stracolme si paventano all’orizzonte.