CONGIUSTA RESTITUISCE TESSERA, LA SOLIDARIETÀ DI MANOCCIO

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Pubblicato su L’Ora Siamo Noi

Di Francesca Lagatta

Mario Congiusta è il papà di Gianluca, ucciso a Siderno dalla ‘ndrangheta nel 2005. Nei giorni scorsi ha restituito la tessera elettorale al Ministro di Giustizia ed ha annunciato che non voterà. Con la sua protesta, seguita al silenzio istituzionale, vuole denunciare una falla nel sistema giudiziario italiano che non ha consentito di utilizzare alcune prove importanti a carico del presunto killer di suo figlio, il boss latitante Tommaso Costa. La legge attuale, infatti, non consente l’acquisizione del contenuto delle missive inviate dal carcere, pertanto eventuali indizi non possono essere usati contro mandanti ed esecutori di efferati omicidi.

La protesta di quest’uomo è vero e proprio grido di dolore contro quella che appare un’ingiustizia, al di là di ogni possibile forma di garantismo. La Cassazione ha rinviato il presunto esecutore, già condannato per associazione mafiosa e altri reati in primo e in secondo grado, ad un’altra sezione della Corte d’assise d’appello, perché pare non ci siano elementi sufficienti per accusarlo dell’omicidio del giovane imprenditore. Elementi che forse potrebbe contenere quel fitto scambio epistolare passato al vaglio della magistratura, ma che la magistratura stessa non può utilizzare come prova.

Il primo a rispondere all’appello di Mario Congiusta è uno dei candidati alle prossime elezioni regionali, Giovanni Manoccio che, in una nota divulgata dal suo ufficio stampa, fa sapere: “Non deve rimanere inascoltata l’accorata richiesta di giustizia di Mario  Congiusta, che con l’annuncio di voler rispedire al Ministro Orlando la sua tessera elettorale ha lanciato un vero e proprio grido di dolore in favore dell’affermazione della legalità. A lui va la mia solidarietà e la mia vicinanza nella sua coraggiosa e determinata battaglia”. Poi, il candidato dei Democratici Progressisti conclude: “La storia di Gianluca è l’emblema di una Calabria che vuole ribellarsi al tentativo di sopraffazione da parte di chi propugna l’illegalità ed è per questo che come sindaco di Acquaformosa, nel 2009, ho voluto che a lui fosse intitolata una via cittadina. Per questo le istituzioni non devono lasciare solo Mario Congiusta e, al di là dei cavilli giuridici,  devono far si che sia fatta giustizia per dare un segnale forte e chiaro che   lo stato è presente e che in questa terra vuole abbattere il soffocante muro della ‘ndrangheta e dell’illegalità”.