‘NDRANGHETA / Caso Cacciola, Malitalia chiede giustizia lanciando l’hashtag #ocunuiocuiddi

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‘NDRANGHETA / Caso Cacciola, Malitalia chiede giustizia lanciando l’hashtag #ocunuiocuiddi

Pubblicato su Notia

La vera storia della testimone Maria Concetta Cacciola in uno spettacolo itinerante

O cu nui o cu iddi. O con la mafia con la giustizia. Sono le parole intercettate in una conversazione tra Anna Rosalba Lazzaro e Maria Concetta Cacciola, madre e figlia, in una delle tante pagine trascritte e passate al vaglio della magistratura.

Succedeva tre anni fa a Rosarno, quando la giovane era appena diventata testimone di giustizia. Pochi mesi dopo, il 20 agosto del 2011, viene trovata riversa in casa dopo aver ingerito acido muriatico, in condizioni disperate. Quando muore qualche ora più tardi all’ospedale Polistena di Reggio Calabria, il medico legale bolla la sua morte come un suicidio.

Ma i Pm Alessandra Cerreti e Giovanni Musarò, che ne hanno gestito le testimonianze, aprono un processo nel quale contestano l’ipotesi dell’omicidio, perché sono convinti che la sua morte, invece, ha a che fare le logiche della malavita. Maria Concetta Cacciola, infatti, vive in una famiglia mafiosa imparentata con la cosca Bellocco, come lei stessa afferma ai giudici, così come suo marito, Salvatore Figliuzzi, al servizio della medesima ‘ndrina, in carcere da anni per associazione mafiosa.

La storia di Cetta, come la chiamavano in paese, è intricata e controversa, fatta di maltrattamenti, misteri e voglia di una vita normale. Provano a ripercorrerla un gruppo di professionisti con lo spettacolo ideato e curato dai giornalisti Enrico Fierro e Laura Aprati, “O cu nui o cu iddi”, al quale collaborano anche Angela Corica e Francesco Parrella. La commedia teatrale, magistralmente interpretata dall’attrice Sylvia De Fanti, si avvale di documenti audio e video per raccontare quella che gli autori ritengono essere la vera storia di Maria Concetta Cacciola. Nel cast anche Giuseppe Caporale e Paolo Damiani.

Malitalia, l’associazione culturale che promuove lo spettacolo, nei giorni scorsi ha lanciato l’hashtag #ocunuiocuiddi per sensibilizzare l’opinione pubblica e chiedere giustizia per la giovane rosarnese . Al fine di promuovere la legalità contro ogni forma di mafia, la richiesta è quella di pubblicare una foto su facebook o twitter con un cartello o un foglio in cui si legga la scritta, oppure inviarla direttamente alla pagina dell’associazione, la quale provvederà ad inserirla nell’album fotografico in cui sono ritratte numerose persone che hanno già aderito all’iniziativa.