ALLARME SULLA FAMIGLIA, BRUNO: "POTREBBE ESTINGUERSI"

0
ALLARME SULLA FAMIGLIA, BRUNO:

Pubblicato su Alganews

IL PRO: FRANCESCO BRUNO RISPONDE ANCHE ALLE DOMANDE SU FEMMINICIDIO E GELOSIA

Il Prof. Francesco Bruno nasce 64 anni fa a Celico, piccola cittadina dell’entroterra cosentino. Subito dopo essersi laureato nel 1973 in Medicina e Chirurgia, comincia una brillante carriera che lo vedrà prima funzionario e poi direttore di sezione presso la presidenza del Consiglio dei Ministri. Nel 1987 occupa la cattedra di criminologia e medicina forense presso l’università La Sapienza, mentre continua imperterrito a collaborare con associazioni ed enti per le sue battaglie contro la mafia e la droga. La sua estenuante attività lo porta a diventare un noto volto della tv: gli storici “Porta a Porta” e il “Maurizio Costanzo Show”, tra gli altri, lo ospitano con assiduità, così come i programmi che si occupano di delitti e casi irrisolti.

Chiamato a rispondere proprio su morti e sparizioni, traccia un profilo dell’attuale società che è a dir poco agghiacciante: «La famiglia – dice –  è il luogo privilegiato per gli omicidi». Non gira intorno al discorso, è diretto e poco importa se le sue dichiarazioni possano risultare impopolari. Alla domanda sul perché questi fenomeni siano in aumento, precisa: «Sono cose sempre successe». Ma è concetto di famiglia che è cambiato col tempo e il criminologo, studioso delle evoluzioni sociali, rincara la dose con un affondo che preoccupa non poco: «Di questo passo la famiglia rischia in futuro di non esserci più». Si sta insieme per motivi diversi da quei valori di una volta, chiosa quasi nostalgico, tanto che «rimanere insieme è un’ardua impresa»

Poi affronta il tema del femminicidio:«La gelosia mette in discussione i rapporti, diventa una malattia. Oggi l’uomo mal sopporta la libertà della donna, non accetta di essere abbandonato». Sulle persone scomparse invece afferma: «Alcune vanno via per i malesseri che hanno dentro, per strani tarli che tartassano la mente. Altre scompaiono perché qualcuno le ha uccise. In un un qualche posto e per qualche motivo».

Ascolta l’audio integrale dell’intervista: