SLITTA LA SENTENZA MARLANE

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Pubblicato su L’Ora Siamo Noi

Di Francesca Lagatta

Si dovrà attendere ancora qualche giorno, precisamente il 19 dicembre, prima che i giudici del tribunale di Paola emettano la sentenza nell’ambito del processo che vede imputati, a vario titolo, 13 tra gli ex dirigenti dell’industria tessile praiese.

Il responso era atteso nella giornata di ieri, così come il sit-in indetto dagli esponenti del ‘Comitato per le bonifiche dei terreni, fiumi e mari dalla Calabria’ e da alcuni ex operai, i quali hanno già fatto sapere di aver rimandato alla medesima data l’azione commemorativa per i lavoratori della fabbrica morti di tumore.

Intanto nell’udienza di ieri mattina, per volere del Pm, si è tenuta la controreplica degli avvocati della difesa. In particolar modo l’attenzione è ricaduta sulla richiesta d’assoluzione con formula piena nei confronti di Carlo Lomonaco, per il quale il Pubblico Ministero ha chiesto la pena maggiore, dieci anni di carcere, e che tra i vari capi d’accusa si vede contestati anche l’omicidio colposo e disastro ambientale. Per i legali D’Ascola e Morello, dunque, il loro assistito è del tutto innocente.
A supporto di tale tesi hanno fatto leva su tre punti fondamentali: l’assoluta conformità dei presidi di sicurezza imposti dalle leggi che vigevano in quegli anni, il mancato potere decisionale per l’acquisto di nuovi strumenti cautelativi per la salute e la mancanza di prove che un eventuale utilizzo degli stessi avrebbe ridotto il numero di malattie. A tal proposito si è fatto riferimento all’incidenza dei casi di tumore riscontrata dopo il 1997, anno in cui vennero effettuati i lavori di ammodernamento degli impianti di reazione, e che, secondo l’arringa difensiva, ha una percentuale pressoché uguale a quella registrata nel periodo precedente. Non solo. Sempre secondo la difesa, gli operai si sarebbero ammalati maggiormente in altri reparti, e non in quello di tintoria, del quale Lomonaco era responsabile. Altresì si è evidenziato che all’imputato non fosse mai stata riscontrata una patologia tumorale nonostante avesse lavorato negli stessi ambienti e nelle stesse condizioni.

Terminata l’udienza, il Presidente della corte, Domenico Introcaso, ha disposto l’annullamento dei dibattimenti previsti per oggi, che continueranno comunque nei prossimi giorni, fissando il verdetto di primo grado a sei giorni prima di Natale.