OLIVERIO CALA IL POKER ED È SUBITO POLEMICA SU NINO DE GAETANO

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Pubblicato su Alganews

Il nome del neo assessore nell’inchiesta “Il Padrino”

In meno di novanta giorni in neo Presidente è stato capace di deludere ogni aspettativa di cambiamento dell’oltre 60% dei votanti che ha creduto in lui e alle sue parole. A meno di tre mesi dalle elezioni regionali, il malcontento generale ha già preso il sopravvento e le promesse della nuova amministrazione guidata da Mario Oliverio si sono già schiantate contro le ostilità e le utopie tipiche di una politica alla vecchia maniera.

Riguardo alle problematiche che affliggono la regione, infatti, non è stato ancora preso alcun provvedimento, in compenso il governatore ha immediatamente licenziato i giornalisti assunti precedentemente dalla Regione, ha stretto l’accordo – negato ostinatamente – con il Ncd di Pino Gentile e quando in netto ritardo ha calato il primo poker di assessori, ha generato un terremoto di polemiche che tanto ricorda le vicende dei suoi predecessori.

Oliverio, infatti, nomina responsabile di Trasporti ed Infrastrutture Nino De Gaetano, già due volte consigliere regionale ed escluso dall’ultima tornata elettorale per volere dello stesso Oliverio che non lo aveva ritenuto adatto per la linea di rinnovamento politico che intendeva attuare. Ma a suscitare maggiore indignazione non è la scarsa coerenza dimostrata, bensì i risvolti giudiziari che si celano dietro le vicende del neo assessore.

Nel 2010 De Gaetano finisce nella bufera dopo che le Forze dell’Ordine trovano del materiale di pubblicità elettorale a casa del latitante Tegano durante una perquisizione per l’inchiesta “Il Padrino”. Quantità enormi, secondo gli inquirenti, tanto da indurli ad ipotizzare una vera e propria campagna promozionale a suffragio del politico di Rifondazione Comunista, anche per via dei rapporti che legano il suocero alla cosca Tegano, di cui è medico di famiglia.

Un’accusa ancora più grave se si considera che in passato De Gaetano è stato anche Presidente della Commissione contro il fenomeno della mafia in Calabria, accusa per la quale allora il dirigente Gennaro Semeraro e il suo ex vice Francesco Rattà avanzarono l’ipotesi della custodia cautelare.

La vicenda giudiziaria, comunque, sarebbe tutt’altro che conclusa, secondo le dichiarazioni del magistrato Cafiero De Raho, che, nel dicembre scorso, aveva parlato di accertamenti ancora in corso.

Polemiche anche per la nomina di assessore all’ex Ministro Maria Carmela Lanzetta, scaricata dal governo Renzi, a cui Oliverio ha affidato le Riforme istituzionali. A Enzo Ciconte, già vicepresidente, va invece la delega al Bilancio, Personale e Patrimonio, mentre Carlo Guccione, è il nuovo assessore al Lavoro.