IL GIORNALISMO È UNA SCELTA

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IL GIORNALISMO È UNA SCELTA

Pubblicato su Alganews

L’istruzione è sicuramente importante, ma un vero cronista si forma per strada e non a scuola, quando mentre cammina cerca la notizia, la scova, la scopre, si procura le fonti, guarda in faccia chiunque e riconosce su quale volto deve focalizzare lo sguardo.

Quello del giornalista è un lavoro che ricorda tanto gli artisti, scultori, pittori, vignettisti. Se vai a scuola puoi affinare la tecnica, la forma, ma lo puoi svolgere don diligenza solo se è scritto nel dna. Che tu sia editorialista, antimafia, giornalista sportivo, di rosa, bianca, nera o giudiziaria, devi avere insito nelle cellule che sei disposto a rinunciare a tutto pur di fare questo mestiere. Che si impara poco o niente dai libri e moltissimo da chi in questa trappola, come la chiamo io, c’è caduto prima di te. Sì, perché scegliere di diventare un giornalista è come innamorarsi. Sai quello a cui vai incontro, sai che soffrirai, ma non ci rinunceresti per niente al mondo; sai che bene che ti andrà, se avrai fatto bene il tuo lavoro, saranno minacce e querele. Ma non ti importa. E non cambierai mai idea neanche quando amici e parenti ti consiglieranno ininterrottamente di trovati un “lavoro serio”.

Il giornalismo è una scelta e in fondo questo mestiere è il più meritocratico che c’è. Non importa quante lauree hai alle spalle, se ne hai, se hai un tesserino, se non l’avrai mai, se sei un “semplice” pubblicista o un professionista a tutti gli effetti. Il talento, se c’è, lo devi dimostrare ogni giorno, in ogni parola, in ogni articolo, in ogni argomento. Anche trovarti al posto giusto al momento giusto serve a poco: vale solo per quella volta, poi devi ricominciare tutto da capo. Non conta quello che hai fatto ieri e quello che farai domani, conta solo quello che stai facendo adesso e come lo stai facendo. Perché non è lo stipendio a fare grande un giornalista, né il nome della redazione dalla quale scrive, ma solo quanto amore ci mette per raccontare la verità.