MARIA CARMELA LANZETTA RIFIUTA L'INCARICO DI ASSESSORE REGIONALE

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MARIA CARMELA LANZETTA RIFIUTA L'INCARICO DI ASSESSORE REGIONALE

Pubblicato su Alganews il 7 febbraio 2015, di Francesca Lagatta

La donna tornerà a vestire il camice bianco nella farmacia di famiglia

Maria Carmela Lanzetta rifiuta l’incarico di assessore regionale e torna a casa. L’ormai ex ministro torna ad indossare il camice bianco dietro il bancone della farmacia di famiglia, lasciando fuori, per il momento, le polemiche in cui è stata trascinata dagli ultimi eventi di politica calabrese.

Il due volte sindaco di Monasterace (RC), si era trasferita a Roma un anno fa, quando, inaspettatamente, il Premier Renzi l’aveva voluta come Ministro degli Affari Regionali. Un incarico piuttosto incolore, ha sussurrato qualcuno da Palazzo Chigi, tanto che alla prima occasione è stato chiesto al neo governatore Mario Oliverio di rimpatriarla nella sua terra, dove la donna è divenuta il simbolo delle donne antimafia.

Un nomina ad assessore nella giunta regionale calabrese che, a poche ore dall’ufficialità, sembrava essere stata accolta con gioia dalla Lanzetta, così da rassegnare le dimissioni dal governo per dare inizio alla sua avventura tra le mura di Palazzo Alemanni. Ma a guastare la festa di Maria Carmela Lanzetta – e della neonata amministrazione del dopo Scopelliti -, ci si è messo un articolo de Il Fatto Quotidiano, firmato da Lucio Musolino che, ancora una volta, porta alla luce i rapporti, veri o presunti, tra politica e ‘ndrangheta.

Poche ore dopo il poker di nomine, il giovane cronista ha pubblicato il contenuto di un’informativa della Polizia nella quale si evince che uno dei quattro nuovi assessori, Nino De Gaetano, nel 2010 avrebbe beneficiato del supporto elettorale dell’allora latitante Giovanni Tegano, reggente dell’omonima cosca operante nel quartiere di Archi, a Reggio Calabria.

A De Gaetano, già due volte consigliere regionale, non è stato mai notificato alcun avviso di garanzia in merito al presunto voto di scambio, ma dal documento emerge che gli inquirenti avevano avanzato nei suoi confronti la richiesta di custodia cautelare, la quale, evidentemente, è stata poi respinta dai giudici. Anche se il magistrato Cafiero De Raho, in una conferenza stampa del dicembre scorso, ha precisato che indagini ancora in corso stanno facendo ulteriormente chiarezza su ciò che avvenne durante la campagna elettorale di cinque anni fa.

Una situazione imbarazzante, dunque, a cui la paladina dell’antimafia ha reagito con il secco rifiuto di ricoprire l’incarico, soprattutto dopo che l’invito del sottosegretario Delrio a rivedere le scelte è stato letteralmente ignorato da Mario Oliverio. «Una questione di etica», ha commentato la donna, che sulla decisione di tornare dietro al bancone dell’attività di famiglia ha rivelato: «Non si deve vivere di politica, ma del proprio lavoro. Solo così è possibile fare scelte coerenti, come quella che ho fatto io».

Sulla questione grava il silenzio assoluto da parte del Presidente, che, noncurante della scelta di non candidare De Gaetano all’ultima tornata elettorale perché consigliere uscente e quindi non in linea con la politica di cambiamento, rimane fermo sulla sua decisione nonostante la risonanza nazionale delle polemiche. Lo stesso De Gaetano, invece, già calato nel ruolo di assessore ai Trasporti e alle Infrastrutture, rivendica la sua innocenza e fa sapere che, fino a quando non ci sarà una sola prova contro di lui, non rinuncerà al suo mandato.