70 CENTESIMI PER 300 PAROLE: COSÌ MUORE IL GIORNALISMO

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70 CENTESIMI PER 300 PAROLE: COSÌ MUORE IL GIORNALISMO

Pubblicato su Alganews

L’ANNUNCIO SU UN NOTO SITO DEDICATO AL LAVORO

Che il giornalismo in Italia fosse violentato e ridicolizzato ogni giorno da editori ingordi e spietati lo si era capito da tempo, ma questo annuncio, apparso su un motore di ricerca dedicato al lavoro, ha davvero toccato livelli allarmanti.
La dicitura suona più o meno così: cercansi 7 redattori per stesura articoli e notizie riguardanti varie categorie. Pagamento fino a 0,70 euro per 300 parole. Pagamento con ritenuta d’acconto.

Chiaro, però, che per il medesimo compenso si richiede anche disponibilità dalla mattina presto, conoscenza della materia, passione per la scrittura, padronanza della lingua italiana, volontà, motivazione e voglia di imparare. D’altro canto, dicono i responsabili, la lingua inglese è considerata un plus e il lavoro si svolge tranquillamente da casa.

Un’occupazione vera e propria, quella richiesta da questi signori, che impegna tempo ed energie, che implica, al di là del finto disinteresse per il titolo di studio, conoscenze precise e acquisite col tempo e con l’esperienza, che non possono essere improvvisate. Che sono costano fatica e sudore. Che non possono essere svendute per 70 miseri centesimi di euro, quando va bene, meno di una tazzina di caffè al bar.

Ciò che fa più rabbia di quelle parole è sapere che sono l’emblema delle ‘leggi’ vigenti oggi nel mondo dell’editoria nostrana. Parole come sfruttamento e umiliazione sono spesso ripetute nel ‘manuale di istruzione’ di chi si accosta a quello che non è più considerato un lavoro, anche se poi, come spesso accade, si impossessa della propria vita e se ne diventa schiavi.

Un annuncio del genere uccide il giornalismo e tutti i suoi i suoi principi. Solo chi scrive potrà comprendere quanti sacrifici e quante rinunce si celano in sole 300 parole, tranquillamente contenute in mezza pagina di un giornale cartaceo o in un articolo come quello che avete appena letto.