MCDONALD'S, EVASIONE FISCALE DA UN MILIARDO

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MCDONALD'S, EVASIONE FISCALE DA UN MILIARDO

Pubblicato su Alganews

Il colosso americano accusato di aver evaso le tasse in Europa

Oltre un miliardo di tesse evase, nel periodo compreso tra il 2009 e il 2013. È questa la gravissima accusa che il rapporto redatto da una coalizione di sindacati rivolge al colosso americano McDonald’s.

Il comitato “Unhappy meal” (letteralmente “pasto infelice”), che ha ironizzato su uno dei prodotti di maggior successo della catena mondiale di fast food, ha spiegato che gli introiti derivati dalle vendite di panini e patatine, specialmente in Europa, andrebbero direttamente in un piccola filiale del Lussemburgo dalla sede svizzera, grazie al sistema di pagamenti di royalty (diritti per lo sfruttamento dei marchi e brevetti) che consentirebbe il trasferimento dalla sede dalla Gran Bretagna.

Così, un vasto gruppo di associazioni del settore pubblico europeo e americano, del turismo e del settore alimentare e delle coalizioni impegnate nella lotta alla povertà, prova a gettare luce sulle finanze del marchio che ha monopolizzato il mondo.

Secondo l’accusa, nella sola Italia, dove conta 500 negozi, in cinque anni avrebbe evaso al Fisco la cifra di quasi 75 milioni di euro, ai quali, se la denuncia trovasse riscontro, andrebbero aggiunti circa 150 milioni di sanzioni.

McDonald’s, ovviamente, smentisce categoricamente e lo fa diffondendo una nota pubblica con la quale dichiara di aver pagato regolarmente le tasse e di non aver mai avuto a che fare con agevolazioni dello Stato lussemburghese (il famigerato tax ruling ipotizzato per Apple e Fiat) a scapito dell’economia degli altri Paesi.

Ma in attesa che su richiesta dei comitati vengano effettuati i dovuti controlli sui conti miliardari, la Guardia di Finanza italiana continua a mietere ben altre vittime, a volte “innocenti”. Come quando sanziona chi non emette uno scontrino fiscale da due euro per un panino consegnato nelle mani di chi ha fame.