TAGLI ALLA SANITÀ, CHIUDONO GLI OSPEDALI PSICHIATRICI

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TAGLI ALLA SANITÀ, CHIUDONO GLI OSPEDALI PSICHIATRICI

Pubblicato su Alganews il 4 aprile 2015, di Francesca Lagatta

Chiudono le ultime sei strutture ancora in funzione

Ancora tagli dal governo e ancora una volta a subirli è la sanità. Chiudono gli ospedali e questa non è certo una novità. Ma stavolta a farne le spese, è proprio il caso di dire, sono stati gli ospedali psichiatrici giudiziari, gli O.P.G., comunemente conosciuti come manicomi.

Dal primo aprile le oltre 450 delle 700 persone ricoverate negli ultimi 6 ospedali psichiatrici ancora in funzione, dovranno essere sistemate presso strutture socio-sanitarie che i provvedimenti di legge riconoscono come “Residenze per l’esecuzione della misura di sicurezza” (Rems), i quali, però, garantiranno sono l’assistenza sanitaria. Una sola struttura Opg esistente verrà riconvertita in Rems: quella di Castiglione delle Stiviere. Per gli altri 250 pazienti saranno concesse le dimissioni o lo spostamento in strutture che provvederanno al recupero grazie a cure personalizzate. Ma per i 130 che nel frattempo hanno perso i propri familiari e per gli stranieri internati non è stato specificato quali provvedimenti saranno attuati.

A sentir parlare Susanna Marietti, coordinatrice nazionale dell’associazione a tutele dei diritti e legalità nel sistema penale, la trovata di una nuova sistemazione per persone gravemente malate a livello psichico è da riscontrare nel fatto che molti casi non hanno nulla a che vedere con la sicurezza pubblica e che i degenti subiscono trattamenti che li fa assomigliare più a dei detenuti che dei pazienti malati.

In realtà è difficile pensare che persone gravemente malate mentalmente possano non rappresentare un pericolo per la sicurezza pubblica e, soprattutto, che nelle nuove strutture possano subire un trattamento tanto diverso da quello imposto dalla medicina e dal buon senso fino ad oggi.

Pertanto, balza agli occhi un unico dato di fatto. Chiusi altri sei ospedali pubblici, le cui mansioni saranno svolte, d’ora in poi, da strutture sanitarie private. E sul presunto risparmio di soldi pubblici che garantirebbero queste ultime (vedi alla voce ‘accreditamenti’) ci sarebbe da aprire un capitolo a parte.