CITTADELLA (PD), LA STORIA INFINITA DEL PICCOLO CONTESO DAI GENITORI

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Pubblicato su Alganews il 20 maggio 2013

Di Francesca Lagatta

Prima con la madre. Poi trascinato con la forza e affidato al padre. Poi di nuovo dalla madre. Oggi la Corte d’Appello ha deciso che deve ritornare dal padre.

Sarebbe stato un match davvero avvincente se stessimo parlando di una pallina da tennis, ma purtroppo così non è.  Protagonista di questa ignobile storia è un bambino dalla tenera età di dieci anni.

La storia la ricorderete tutti. Il bambino di Cittadella, in provincia di Padova, è conteso dai due genitori ed entrambi ne rivendicano il possesso. Il Tribunale, ad ottobre scorso, dà ragione al padre. Cosicché una squadra di persone, tra poliziotti ed assistenti sociali , viene incaricata di far eseguire il provvedimento, optando di prelevare il bambino all’uscita di scuola. Il piccolo vuole restare con la madre e si oppone con tutte le forze quando cercano di portarlo via. Al che, i pubblici ufficiali, forti di un pezzo di carta tra le mani che ordina loro di eseguire il comando, si sentono autorizzati a trascinarlo con la forza nell’auto che lo condurrà dal padre. Il video straziante finisce in rete per mano dei testimoni che si trovano loro malgrado ad assistere a questa scena raccapricciante. Neppure le urla del piccolo e di sua zia dissuadono per un attimo gli esecutori di giustizia ad usare le maniere forti. Passano i giorni e lo scalpore che genera il video in questione tiene alta l’attenzione sulla vicenda. Si allertano stampa e servizi sociali fino a che la madre rivive la gioia di poter riabbracciare suo figlio. Ma l’ex marito non demorde e attende la sentenza della Corte d’Appello, che proprio stamane si pronuncia a favore del padre. Il bambino, seppur riconosciuto affetto da Pas, la sindrome che lo vede legato a sua madre e ostile patologicamente nei confronti del padre, dovrà trasferirsi a Padova nella stessa residenza del genitore. Il Tribunale dà il permesso alla donna di vedere il figlio quando vuole e confida nel buon senso dei due adulti affinché trovino una soluzione.

Sulla questione ‘buon senso’ dubito fortemente e in ogni caso ritengo che ogni soluzione non sarà mai adeguata a rimarginare le ferite che provoca una querelle vergognosa tra due ex che per dispetto e per ripicca si contendono un figlio come fosse un pacco.