CALABRIA ABBANDONATA, LA CGIL PROTESTA IL 1° MAGGIO

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Pubblicato su Alganews il 14 aprile 2015, di Francesca Lagatta

Un primo maggio all’insegna della solidarietà e della protesta quello promosso dalla Cgil a Laino, nel Cosentino, al fine di denunciare l’abbandono delle istituzioni nei confronti della Calabria, soprattutto dopo le vicende legate alla tragedia che si è consumata nella cittadina alcune settimane fa.

Un operaio 25enne, Adrian Miholca, è stato schiacciato da una campata ceduta nel tratto dell’autostrada sulla quale stava lavorando anche suo fratello Gabriel, con il quale si era trasferito in Italia già da tempo dalla Romania sperando in una vita più prospera.

Da quel momento l’arteria di viabilità è rimasta chiusa al traffico costringendo anche gli autisti di mezzi pesanti a circolare sulle strade impervie della SS18 che costeggia il litorale tirrenico, provocando ulteriori disagi ai comuni limitrofi, alcuni dei quali rimasti letteralmente isolati.

Nonostante la gravità della situazione e l’impegno profuso da Mario Oliverio per tentare di risolvere al più presto la situazione, non si ha notizia, ad oggi, di una qualsivoglia soluzione.

Numerose le telefonate intercorse tra il Presidente e il sottosegretario Delrio, ma soprattutto con il dirigente Anas Pietro Ciucci, il quale ha rassegnato le dimissioni proprio ieri in seguito alle polemiche di cui si è reso suo malgrado protagonista. Non solo il crollo del ponte di Laino, anche per la frana verificatasi sull’autostrada Palermo-Catania del gennaio scorso gli erano state attribuite grosse responsabilità.

Giri di affari di svariati miliardi di euro quelli degli appalti e lavori pubblici, 25 pare, almeno quelli gestiti da Stefano Perotti, direttore dei lavori durante i quali il giovane ha perso la vita, che rendono il tutto ancora più complicato, che gettano benzina sul fuoco degli affari e degli intrecci loschi. Perotti, infatti, uomo ritenuto molto vicino all’ex ministro Maurizio Lupi, è uno degli imprenditori arrestati per corruzione e associazione a delinquere nell’inchiesta “Grandi Opere” condotta dalla Procura di Firenze.

Ancora una brutta pagina di storia per la Calabria che, come accade spesso, non riesce a trovare giustizia nelle istituzioni. L’unica nota positiva si registra dall’amministrazione comunale di Laino, la quale ha voluto intitolare una via all’operaio deceduto. Nella delibera di giunta si legge: “A Miholca caduto sul lavoro a soli 25 anni, lontano dalla patria e dai suoi cari, vittima incolpevole”. Come tanti, forse troppi, calabresi.