CAMPANIA. TERRA DEI FUOCHI, MORIRE DI MALAFFARE.

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TAGLI ALLA SANITÀ, A PRAIA A MARE SI MUORE

Pubblicato su Alganews il 30 settembre 2013

Di Francesca Lagatta

Parlare della Terra dei Fuochi non servirà ad arrestare il fenomeno, a guarire i malati di tumore e tanto meno a intimidire la mafia. Ma va detto, va denunciato, va urlato perché la nostra voce si unisca a quella straziante dei cittadini campani, vittime non soltanto della camorra, ma anche dell’abbandono delle istituzioni e di certa stampa.

La Terra dei Fuochi è una vasta area che si estende tra la provincia di Napoli e la provincia di Caserta ed è così chiamata per i numerosi incendi che vi si propagano. Gli incendi sono di origine dolosa e vengono appiccati per lo smaltimento illegale di rifiuti di ogni genere, quali copertoni di auto, coloranti e plastiche. Le nubi tossiche che si propagano nell’aria e gli elementi nocivi che si infiltrano nel terreno hanno dato vita a un’altissima concentrazione di casi di tumori in quelle aree designate.

Un fenomeno da addebitare alla Camorra, al soddisfacimento dei suoi sporchi bisogni, un giro di affari miliardario spinto da quel delirio di onnipotenza che non si arresta neanche di fronte alla morte dei propri figli. Un fenomeno devastante, raccapricciante, che da oltre vent’anni semina morte tra la popolazione il cui tasso di mortalità è inevitabilmente destinato a crescere.

Ma negli ultimi tempi la popolazione ha finalmente alzato la testa e ha cominciato a ribellarsi attuando ogni forma di protesta per porre fino a questo scempio, perché in mezzo a tanto iniquità e tanto orrore, ci sono tante persone, soprattutto giovani, che vivono di onestà e non di malaffare pur vivendo in una terra martoriata dalla malavita.

Il fenomeno è ormai del tutto fuori controllo e quello che sta succedendo è la mortificazione dell’umanità. Non mi risulta, infatti, che gli animali pur non avendo la ragione, abbiano mai inventato o fatto qualcosa per autodistruggersi, e appare chiaro in un caso come questo, dunque, quanto l’uomo sia di gran lunga più irragionevole delle bestie.