COSENZA. OSPEDALE ANNUNZIATA, UN TOPO IN CORSIA

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Pubblicato su Alganews il 6 ottobre 2013

Di Francesca Lagatta

L’ospedale “L’Annunziata” di Cosenza è uno di quegli ospedali risparmiati dal piano di rientro sanitario calabrese e scoppia ma non proprio di salute.

I pazienti sono talmente tanti che assisterli è diventata una vera e propria sfida. Il personale medico, infatti, più che curare gli ammalati, pare che si stia allenando per le specialità olimpioniche: nel tiro a indovinare, nel lancio dei pazienti da un reparto all’altro, nella corsa contro il tempo e nei cento metri tra la vita e la morte.

Nei mesi scorsi tante volte, troppe, ci sono giunte notizie poco rassicuranti circa il plesso sanitario cosentino. Pazienti adagiati sui lettini nei corridoi, dimessi troppo in fretta, diagnosi sbagliate e morti sospette.
Tante volte i medici de “L’Annunziata” hanno lamentato di essere stremati da orari assurdi e da una fatica immane. Ma puntualmente il Presidente della Regione torna a difendere il proprio operato, a difendere l’efficienza dell’imponente nosocomio affermando che è tutto sotto controllo, che tutto funziona come deve, che l’igiene è garantita e che i pazienti sono in una botte di ferro; e sulle botte, sì, ha ragione, infatti un bel po’ di volte al pronto soccorso se le sono date di santa ragione. È successo spesso quando i familiari hanno perso la pazienza constatando sulla pelle dei propri cari l’inefficienza del sistema sanitario. Ma sul ferro si sbagliava.

Qualche giorno fa, un uomo che si trovava nella sala di attesa di uno dei reparti, filma l’arrivo di un ospite, non proprio gradito. Si aggira, infatti, tra le corsie dell’ospedale, un topo, nero e dalle dimensioni non proprio minuscole, con una lunga coda. Si aggira indisturbato, con passo lesto, fino a raggiungere altre corsie, finché l’obiettivo lo perde di vista. Il video viene immediatamente postato sui social network e ci mette un attimo a fare il giro del web.

I commenti si sprecano e le battute al vetriolo fanno da capolino sulle pagine degli utenti. Da dove è arrivato, come, e quali danni ha provocato in termini germi e batteri agli ammalati? E dove è andato, è stato preso o è ancora lì dentro? Nessuno parla, nessuno spiega, nessuno si assume le proprie responsabilità.

Ciò che è certo è che dalla Regione continuano a dire che va tutto bene, che la sanità è efficiente e che hanno fatto un capolavoro. La verità invece è che la gente continua a morire, che il sistema sanitario è allo sfascio e che un topo in una corsia di un ospedale è il segno tangibile che qualcuno deve prendere dei provvedimenti.